Trump litiga con i suoi alleati che, a loro volta, si indignano e si offendono: è accaduto in Carolina del Nord in occasione del G20 Finanze. Mentre Xi tesse, invece, la sua tela e insiste sull’equilibrio.
Il leader cinese, al vertice sulla sicurezza a Bishkek, capitale del Kirghizistan, incontra i leader di Russia e Iran e presenta Pechino come una fonte di stabilità per un ‘ordine multipolare ordinato’, destinato a sostituire l’attuale assetto dominato dagli Stati Uniti.
Così, mentre il vertice di Bishkek mirava a trasmettere un’immagine di solidarietà, l’ incontro tra le nazioni più potenti del mondo, tenutosi tra le montagne di Asheville, ha invece offerto un quadro di frattura.
I funzionari europei presenti alla riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 hanno inoltre espresso una grande indignazione per la decisione dell’amministrazione Trump di invitare la Russia. In più, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sostenuto che il Canada sia troppo piccolo per sostenere una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Nel frattempo, si fanno i conti con le ripercussioni economiche dei conflitto in Iran.
Mentre i leader di Cina, Russia, India, Iran e altre nazioni convergevano in Asia, un aspetto è apparso subito chiaro. Proprio mentre il Presidente Trump cerca di far ruotare il mondo attorno a Washington, Xi Jinping, leader della Cina, cerca di esercitare una propria potente influenza gravitazionale.
A Bishkek si è vista la notevole capacità di Xi di sostenere gli avversari di Washington avendo sullo sfondo due conflitti che stanno generando una forte instabilità geopolitica e che frenano la crescita economica, alimentando l’inflazione. Argomenti che sono stati al centro di entrambi gli incontri, in Asia e dall’altra parte del globo, ad Asheville.
Tralasciando ogni confronto tra i due vertici, l’incontro di Bishkek – come scrive il NYT – ha messo in mostra l’enorme peso strategico che i conflitti in corso hanno conferito a Xi.
Marzia Giglioli



