Sul piano geostrategico, l’intervento di António Guterres al vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), ripreso da UN News, segnala il tentativo delle Nazioni Unite di inserirsi nel dibattito sulla transizione verso un ordine internazionale più multipolare, cercando di orientarlo non contro il multilateralismo, ma come occasione per rifondarlo su basi più rappresentative. Il messaggio di fondo è che la redistribuzione del potere globale può diventare, nella lettura ONU, uno strumento per correggere gli squilibri di governance internazionale che ancora riflettono i rapporti di forza del 1945.
Secondo UN News, il punto centrale è che Guterres riconosce alla Shanghai Cooperation Organization un ruolo crescente come piattaforma eurasiatica capace di incidere su sicurezza, sviluppo, finanza, clima e intelligenza artificiale. Questo non significa legittimare automaticamente una governance alternativa a quella occidentale, ma prendere atto che il baricentro internazionale si sta spostando e che organismi come la SCO sono ormai parte del negoziato sul futuro delle regole globali. In questo senso, l’ONU cerca di evitare che la multipolarita si traduca in pura competizione tra blocchi, proponendola invece come leva per riformare istituzioni e meccanismi multilaterali.
La rilevanza strategica del discorso sta anche nelle quattro priorità indicate da Guterres – sicurezza, finanza dello sviluppo, clima e AI – che corrispondono ai principali teatri della competizione sistemica contemporanea. Sempre secondo UN News, il segretario generale collega la crisi di Hormuz, Gaza, Ucraina, il debito dei Paesi in via di sviluppo, la giustizia climatica e la governance dell’intelligenza artificiale a un’unica domanda di fondo: chi scrive le regole della prossima fase dell’ordine globale, e con quale grado di inclusione per il Sud globale.
Particolarmente significativa è la scelta di legare la multipolarità a una richiesta di maggiore rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo nelle istituzioni internazionali e nel sistema finanziario globale. Nella lettura riportata da UN News, Guterres prova a posizionare l’ONU come spazio di mediazione tra potenze revisioniste, democrazie occidentali e Sud globale, in un momento in cui la credibilità dell’ordine multilaterale è contestata sia dall’esterno sia dall’interno.
Infine, l’incontro a margine con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian rafforza la dimensione pratica del messaggio politico. UN News sottolinea che Guterres ha ribadito la necessità di risolvere la crisi con l’Iran attraverso dialogo e negoziato, nel rispetto del diritto internazionale e della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. In termini geostrategici, questo conferma che l’ONU vede nella gestione delle crisi regionali – soprattutto quelle che toccano rotte energetiche e sicurezza marittima – un test decisivo per capire se la multipolarità emergente potrà essere governata oppure degenererà in frammentazione competitiva.
M.E.
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