Trump e il declino dell’impegno americano in Asia, cresce l’allarme tra gli alleati

Le ultime mosse di Donald Trump, in particolare il ridimensionamento delle esercitazioni militari con la Corea del Sud, stanno alimentando nuovi dubbi tra gli alleati asiatici degli Stati Uniti sulla solidità dell’impegno americano nella regione. Secondo Hugh White (Lowy The Interpreter), il gesto conferma quanto poco peso il presidente attribuisca agli interessi strategici e alle percezioni di sicurezza dei partner che Washington dovrebbe difendere.

Sarebbe un errore considerare Trump solo come una parentesi anomala della politica americana. Al contrario, la sua forza rifletterebbe problemi più profondi del sistema politico statunitense: un Partito repubblicano ormai plasmato a sua immagine e un Partito democratico incapace di offrire un’alternativa solida e convincente. Per questo, non bisogna dare per scontato che dopo Trump gli Stati Uniti tornino automaticamente al vecchio ruolo di garante stabile dell’ordine internazionale.

L’Autore sostiene che il ridimensionamento della leadership globale americana non dipenda solo dalla personalità di Trump, ma da un cambiamento strutturale del contesto internazionale. Nel mondo multipolare di oggi, Washington non avrebbe più lo stesso incentivo strategico che aveva durante la Guerra fredda a sostenere costi e rischi elevati per mantenere il proprio primato in Europa e in Asia.

In questa lettura, gli Stati Uniti hanno già mostrato da tempo segni di ritirata, pur continuando a proclamare il contrario. In Europa non avrebbero trovato una risposta efficace all’aggressione russa in Ucraina, mentre in Asia non avrebbero realmente contrastato il rapido rafforzamento militare cinese, che ha ridotto il vantaggio strategico americano nella regione.

Trump non starebbe cambiando la direzione della politica estera americana, ma rendendo esplicita una tendenza già in corso. Se questo è vero, per alleati come l’Australia – ma implicitamente anche per altri partner asiatici – il problema non è più solo gestire l’incertezza di Trump, ma fare i conti con la possibile fine dell’era della leadership globale statunitense.

L’effetto potrebbe essere profondo: un’Asia orientale e un Pacifico occidentale in cui il ruolo strategico degli Stati Uniti si indebolisce stabilmente, con conseguenze potenzialmente dirompenti per l’equilibrio regionale e per la sicurezza degli alleati americani.

Trump didn’t cause America’s retreat from Asia – he’s the symptom | Lowy Institute

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Geostrategic magazine (24 august 2026)

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