La Cina ha rinviato all’ultimo momento il lancio della missione lunare Chang’e-7, inizialmente previsto per il 23 agosto e poi riprogrammato per oggi, senza indicare una nuova data certa. Le autorità hanno parlato solo di condizioni non idonee al lancio, mentre alcune indiscrezioni attribuiscono lo stop al maltempo.
Il rinvio non riduce però il peso strategico della missione, considerata un passaggio chiave nella competizione spaziale con gli Stati Uniti. Chang’e-7 punta infatti a cercare ghiaccio d’acqua al polo sud lunare, in un’area ritenuta cruciale sia per future basi permanenti sia per l’eventuale produzione di acqua, ossigeno e carburante per razzi. Se Pechino riuscisse a confermare e sfruttare queste risorse, otterrebbe un vantaggio importante nella nuova corsa alla Luna.
La missione, senza equipaggio, prevede un insieme articolato di mezzi: orbiter, lander, rover e una piccola sonda saltatrice, destinati a operare vicino al cratere Shackleton. Oltre alla ricerca di ghiaccio, l’obiettivo è valutare l’idoneità del sito per la futura International Lunar Research Station, il progetto di base lunare promosso da Cina e Russia.
Un altro elemento rilevante è la dimensione diplomatica del programma. A bordo ci sono anche esperimenti di sei partner internazionali, tra cui Russia ed Egitto, ma anche Paesi vicini agli Stati Uniti come Italia, Bahrein, Thailandia e Svizzera. Per Pechino, il programma lunare serve quindi non solo a rafforzare le proprie capacità tecnologiche, ma anche a costruire consenso e influenza internazionale attorno ai suoi progetti spaziali.
Il rinvio arriva mentre gli Stati Uniti affrontano a loro volta ritardi significativi. Programmi americani con obiettivi simili, come VIPER, sono slittati di anni, mentre le missioni con equipaggio di Artemis IV e V sono previste per il 2028. Questo lascia aperta la partita su chi riuscirà per primo a consolidare una presenza operativa nelle aree più strategiche della Luna.
Secondo Rajeswari Pillai Rajagopalan (ASPI The Strategist), il vero vantaggio del primo arrivato non sarebbe solo tecnico, ma anche politico: mappare per primo le risorse, accumulare dati esclusivi e contribuire a definire norme e standard futuri sull’uso della Luna, in particolare sul terreno ancora poco regolato dello sfruttamento minerario. In questo senso, anche con il rinvio, Chang’e-7 resta una missione dal forte significato geopolitico oltre che scientifico.
Despite delays, China could gain ground in the space race | The Strategist
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