Washington alza il costo della guerra: nuove sanzioni contro Mosca e pressione sui partner asiatici

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un vasto pacchetto di sanzioni contro la Russia, consegnando alla Casa Bianca lo strumento di pressione economica più incisivo adottato da Washington dall’inizio del nuovo mandato di Donald Trump. Dopo il voto favorevole del Senato, il provvedimento ha superato anche la Camera con 262 voti contro 159 ed è ora atteso alla firma del presidente.

Le misure colpiscono i settori energetico e della difesa, il presidente Vladimir Putin, altri esponenti di vertice e la cosiddetta flotta ombra: la rete di petroliere attraverso cui Mosca continua a esportare idrocarburi aggirando le restrizioni occidentali. Il testo amplia inoltre la possibilità di sanzionare imprese e soggetti stranieri che sostengono l’apparato militare russo e rafforza alcune disposizioni riguardanti l’Iran.

L’elemento di maggiore rilievo geopolitico è però la facoltà concessa al presidente di imporre dazi fino al 100 per cento sui beni provenienti dai principali acquirenti di petrolio e gas russi. Il provvedimento sposta quindi la pressione dal rapporto bilaterale tra Washington e Mosca verso l’intero ecosistema commerciale che alimenta le entrate del Cremlino. Cina e India diventano i destinatari potenziali di una coercizione economica secondaria capace di incidere sugli equilibri del mercato energetico e sulle relazioni degli Stati Uniti con due grandi potenze asiatiche.

L’applicazione di tariffe così elevate contro Nuova Delhi avrebbe conseguenze particolarmente delicate. L’India considera la Russia un partner strategico e uno dei principali fornitori militari, mentre gli Stati Uniti la vedono come un contrappeso essenziale alla Cina nell’Indo-Pacifico. Il governo indiano ha già ribadito che continuerà ad acquistare energia sulla base delle condizioni di mercato e di una strategia di approvvigionamento diversificata. Washington si trova pertanto davanti a un dilemma: ridurre i ricavi energetici russi senza compromettere una relazione centrale nella propria architettura asiatica.

Anche nei rapporti con Pechino la minaccia tariffaria potrebbe produrre effetti più ampi della guerra in Ucraina. La Cina dispone di strumenti di ritorsione commerciale e può presentare le nuove misure come un tentativo statunitense di esercitare una giurisdizione extraterritoriale. Un’applicazione aggressiva del provvedimento rischierebbe così di intrecciare il confronto con Mosca alla competizione strategica sino-americana, accelerando la costruzione di circuiti finanziari e commerciali meno dipendenti dal dollaro.

Sul piano interno, il voto ha mostrato una convergenza bipartisan sulla necessità di aumentare la pressione sulla Russia, ma anche profonde divergenze sui poteri affidati alla presidenza. Una parte dei democratici, pur sostenendo l’Ucraina, contesta una formulazione che amplia la discrezionalità della Casa Bianca in materia tariffaria senza imporre un’applicazione automatica delle sanzioni. Il provvedimento rafforza dunque Trump, che potrà calibrare dazi ed esenzioni in funzione dei negoziati con alleati, partner e rivali.

Per Kiev, l’approvazione rappresenta un risultato politico importante. Con la guerra entrata nel quinto anno e senza una soluzione negoziale in vista, l’obiettivo ucraino è privare Mosca delle risorse necessarie a sostenere lo sforzo militare e convincere il Cremlino che il proseguimento del conflitto comporterà costi crescenti. L’efficacia delle nuove misure dipenderà tuttavia meno dalla loro ampiezza formale che dalla capacità statunitense di farle rispettare, colpendo intermediari, assicuratori, operatori navali e sistemi di pagamento.

La legge segnala infine un cambiamento nella strategia americana: non soltanto isolare la Russia, ma imporre una scelta anche ai Paesi che mantengono rapporti economici con Mosca. È una linea potenzialmente più efficace, ma anche più rischiosa. Se applicata selettivamente, può aumentare il potere negoziale di Washington e comprimere le entrate russe; se applicata indiscriminatamente, può generare tensioni con partner cruciali, perturbare i mercati energetici e consolidare il coordinamento tra Russia, Cina e altre potenze interessate a ridurre la vulnerabilità alle sanzioni occidentali.

Fonte: AFP – US Congress passes sweeping Russia sanctions bill

The Global Eye è in partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale

Latest articles

Related articles