La Siria prevede una prossima ripresa dei negoziati con Israele per un accordo di sicurezza, nella speranza che possa aprire la strada al ritiro israeliano dai territori siriani occupati. In un’intervista a Reuters, il ministro degli Esteri Asaad al-Shaibani ha parlato di una “opportunità storica” per la diplomazia, pur ribadendo la profonda sfiducia di Damasco verso Israele.
I colloqui, sostenuti dagli Stati Uniti, sarebbero stati congelati con l’inizio della guerra con l’Iran e interrotti del tutto dopo il recente bombardamento israeliano della base aerea di Abu al-Duhur. Secondo al-Shaibani, il punto più urgente resta fermare gli attacchi israeliani contro il territorio siriano, considerati il principale ostacolo a qualsiasi percorso negoziale credibile.
Il ministro ha affermato che in passato le due parti erano arrivate molto vicine a un’intesa su carta. L’accordo avrebbe previsto la cessazione degli attacchi israeliani e il ritiro delle forze di Israele dalle aree occupate dopo la caduta di Bashar al-Assad, insieme alla creazione di diverse zone di sicurezza lungo il confine, inclusa una fascia cuscinetto sotto la sola presenza delle Nazioni Unite.
Secondo Damasco, però, Israele non avrebbe mostrato una reale volontà di applicare quell’intesa, cercando invece di rinviarne l’attuazione. Al-Shaibani ha sottolineato che la Siria è aperta al dialogo e alla costruzione di relazioni stabili con i vicini, ma ha avvertito che i contatti con Israele hanno senso solo se producono risultati concreti.
La tensione è risalita dopo il raid israeliano contro Abu al-Duhur, giustificato da Israele con il timore di un possibile dispiegamento turco nella base, ipotesi smentita sia da Siria sia da Turchia. Damasco chiede che le preoccupazioni di sicurezza israeliane vengano bilanciate con quelle siriane, comprese le incursioni aeree, i raid e gli arresti nel sud del Paese.
Sul fondo resta aperta anche la questione piu ampia del Golan, occupato da Israele dal 1967. Per ora, però, la priorità indicata da Damasco è fermare quella che definisce l’aggressione israeliana; solo dopo, sostiene il ministro, si potrà eventualmente tornare a parlare di pace e del futuro delle Alture del Golan.
Syria foreign minister sees Israel security talks resuming despite no trust
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