Brasile: Bolsonaro vince il primo turno

In Brasile si profila un cambio d’epoca. Flávio Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 47,03% dei voti, mentre Luiz Inácio Lula da SiIva si ferma al 45,16% dei consensi. Il senatore del Partito Liberale, figlio di Jair Bolsonaro condannato per il tentativo di colpo di Stato, e il veterano statista del Partito dei Lavoratori si affronteranno il 25 ottobre nel secondo turno. La destra inoltre si è rafforzata nel Senato e si è aggiudicata la maggior parte dei Governatori, dei 27 che concorrevano alle elezioni. Il voto del 4 ottobre ha segnato una ulteriore e cruciale vittoria per l’ondata ultraconservatrice che sta investendo tutta l’America Latina.

Con questo successo, l’erede politico dell’ultradestra è a un passo dallo sfrattare dal potere uno dei politici più influenti del continente latino americano e che ha governato il Brasile nel corso di undici anni. Nelle sue prime dichiarazioni, Bolsonaro Jr. ha sottolineato che “il Brasile vuole il cambiamento”, aggiungendo: “Si è decretato la fine del PT” (il partito dei lavoratori di Lula). Immediata la reazione del presidente uscente dopo l’esito del voto: “Il risultato molte volte è inaspettato”, ha esordito Lula parlando da Sao Paolo, ricordando le tre sconfitte all’inizio del suo periplo politico. E, passando subito all’attacco, ha sottolineato come “Flávio Bolsonaro rappresenti l’incertezza”, menzionando anche i lacci con le milizie parapoliziesche del clan.

I risultati del primo turno sono devastanti per tutta la sinistra brasiliana, visto che Lula si presentava come rappresentante unico di quest’area e l’unica speranza per lui è attingere voti dall’astensione (21%). Al contrario, per Bolsonaro le prospettive sono ancora più rosee, perché può sperare nell’appoggio degli altri candidati di destra che non ce l’hanno fatta e che insieme sommano un 7%. Il voto di domenica rappresenta inoltre per Bolsonaro, visto come un candidato debole e sotto inchiesta per corruzione, un trionfo personale.

Si tratta anche di una successo per tutto il clan familiare e il giovane Bolsonaro già aveva annunciato che, in caso di vittoria, avrebbe provveduto all’indulto del padre, agli arresti domiciliari per motivi di salute dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere dopo il tentato colpo di Stato nel 2022. Era stato proprio Jair Bolsonaro a imporre dal carcere la candidatura del suo primogenito. E, se tutto questo non fosse sufficiente, il candidato alla presidenza ha imposto – scrivono i media – sua moglie Michelle e due dei suoi figli, Carlos e Jair Renan, i quali hanno ottenuto ciascuno un seggio nel Senato di Brasilia. Non era mai accaduto che la moglie di un possibile futuro presidente diventasse senatrice.

Il successo della destra brasiliana non si è fermato qui. Il Partito di Bolsonaro si è rafforzato nel Congresso. Questo potrebbe aprire la strada alla destituzioni dei giudici del Tribunale Supremo e sarebbe così probabile il poter ottenere l’amnistia dei condannati per il tentato colpo di Stato. La destra inoltre si è aggiudicata la maggior parte dei 27 Governatori in palio. Ma forse la batosta più dolorosa per la sinistra è stata quella subita nello Stato di Sao Paolo, dove l’esponente del partito liberale, Tarcísio de Freitas, è stato rieletto con 26 punti di vantaggio sul candidato del Partito di Lula, Fernando Haddad. Più cocente perché Haddad era il candidato a succedere a Lula da Silva.

Durante la campagna elettorale, il presidente uscente aveva ricordato ai brasiliani che era in gioco il modello di Paese per il futuro: “Il popolo dovrà scegliere tra rafforzare il regime democratico o la barbarie, fra sviluppo o arretramento”. Il 4 ottobre, però, il popolo ha voltato le spalle a Lula. Le elezioni si sono svolte senza incidenti, ma la Polizia Federale, stando al giornale britannico The Guardian, sta investigando su una denuncia riguardo una eventuale ingerenza degli Stati Uniti, che avrebbe finanziato alcune organizzazioni per condizionare la politica brasiliana.

Il secondo turno del 25 ottobre appare per Lula molto complicato. Il veterano politico di sinistra avrà poco tempo per ricostruire una coalizione che nel 2022 era nata per fermare Jair Bolsonaro. Tutta l’America Latina guarda agli avvenimenti in Brasile, dove potrebbe cadere uno degli ultimi bastioni progressisti (resterebbero solo il Messico di Claudia Sheinbaum e l’Uruguay) in un’area dominata dalla destra e dall’estrema destra.

Maria Eva Pedrerol

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