Anatomia del potere – Complicazione, artificio della complessità

(Girolamo Boffa)

Il potere non esclude vietando. Esclude complicando

C’è un potere che gestisce la partecipazione — la svuota, la simula, la polarizza. E c’è un potere che non ha bisogno di gestirla: costruisce un ambiente in cui non può nascere.

Alza un muro a monte e lo fa senza vietare nulla.

La complessità è una condizione della realtà: i sistemi politici, giuridici, economici sono genuinamente complessi — e quella complessità non è eliminabile, né va eliminata. Banalizzare un sistema complesso non lo rende più democratico: lo rende falso, perché la complessità è la forma che la realtà assume quando è presa sul serio.

La complicazione è altro: è complessità artificialmente gonfiata, stratificata, resa inaccessibile per scelta. Il contratto bancario, che nessun cliente legge e nessuna banca si aspetta venga letto, non è complessità, è complicazione deliberata, costruita per spostare potere senza dichiararlo. Non descrive la realtà — la nasconde: non è una proprietà del sistema, ma un artefatto e, come ogni artefatto, ha un fine per qualcuno.

Il meccanismo è preciso: chi produce la complicazione decide chi è ammesso a partecipare e chi fissa il criterio ha interesse a restringere il campo.

Il risultato è una selezione che non viola nessun principio democratico, perché non è mai dichiarata: la porta è aperta, ma il corridoio è semplicemente inagibile.

Nessuno viene respinto. Nessuno viene ammesso.

Quando qualcuno si ferma, la colpa è sua — non ha capito, non è attrezzato, non è all’altezza: la complicazione trasforma una distorsione strutturale in un deficit individuale. Non è il sistema che esclude, è il cittadino che non riesce a stare al passo. L’esclusione diventa merito rovesciato — e il merito, in democrazia, non si discute.

Il paradosso è questo: in una democrazia nessuno può essere escluso formalmente, ma la complicazione risolve il problema senza crearne uno nuovo.

Esclude senza escludere, seleziona senza selezionare, restringe senza vietare. Non viola nessun principio — li aggira tutti.

E poiché la complicazione non nasce con un atto singolo e identificabile, nessuno ne risponde: non c’è un responsabile — c’è un sistema. E i sistemi non si condannano.

Semplificare, ridisegnando i confini della partecipazione, è un atto di potere — e come ogni atto di potere, produce effetti reali solo se chi lo esercita opera dentro il perimetro della democrazia reale.

Altrimenti si cambia il guardiano, ma il muro resta.

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