Iran: adesso c’è la risposta di Teheran, ora si aspetta Washington

(Carlo Rebecchi) 

L’infinita partita a poker tra Donald Trump e i vertici iraniani – in gioco la libera circolazione nello stretto di Hormuz e gli oltre 400 chili di uranio arricchito con i quali Teheran potrebbe fabbricare la bomba nucleare – sta forse per finire. L’Iran ha inviato al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense. Tocca ora alla Casa Bianca pronunciarsi con un sì o con un no. Nel primo caso, potrebbero cominciare presto veri e propri negoziati. In caso contrario, Trump lo ha detto a più riprese, la parola passerebbe ai soldati, con bombardamenti e, non è escluso, sbarchi di Marines sul territorio iraniano.

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Isna, la contro-offerta della Repubblica islamica è incentrata sullo stop delle ostilità e sulla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e nell’intera area del Golfo. Altri dettagli al momento non sono noti. Nelle ultime ore Trump aveva detto di “aspettarsi di avere notizie molto presto” da Teheran. Con la tregua ancora in corso, intanto, gli sforzi diplomatici hanno registrato la visita negli Usa del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all’indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance.

E’ probabile che, per preparare la risposta all’Iran, Trump abbia colloqui con l’alleato degli Stati Uniti, il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Per il capo del governo di Israele “la guerra non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”.

Teheran, dal canto suo, ha lanciato avvertimenti a Gran Bretagna e Francia dopo che i due Paesi hanno inviato portaerei verso il Medio Oriente – rispettivamente la HMS Prince of Wales e la Charles de Gaulle – nel tentativo di guidare gli sforzi per creare una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz (dopo che sarà raggiunto un accordo di pace): “Reagiremo con una risposta immediata”, ha promesso Teheran.

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