Esercito yemenita: controffensiva lanciata sul fronte meridionale di al-Jarahi a Hodeida

Secondo Al Arabiya, il quadro yemenita sta entrando in una fase di riattivazione offensiva sul terreno, con le forze armate governative che tentano di spostare l’equilibrio militare soprattutto lungo la costa occidentale e nell’area di Taiz, mentre i ribelli Houthi continuano a colpire sia posizioni militari sia aree civili. La controffensiva annunciata sul fronte meridionale di al-Jarahi, nella provincia di Hodeida, e la distruzione di due imbarcazioni Houthi dirette verso i porti di al-Fajra e Mokha mostrano che la partita si sta giocando sempre di più attorno al controllo delle linee costiere e degli accessi marittimi.

Il primo punto geostrategico è che la guerra yemenita torna a essere letta non solo come conflitto interno, ma come scontro per il controllo di uno dei passaggi più sensibili dello spazio regionale,  Bab al-Mandeb. Le parole del presidente del Consiglio di leadership presidenziale, Rashad al-Alimi, chiariscono la posta in gioco: impedire che l’Iran o le sue milizie consolidino una presa strategica su questo snodo significa difendere non soltanto l’assetto interno yemenita, ma anche uno dei corridoi marittimi più importanti tra Mar Rosso, Golfo di Aden e traffico commerciale globale.

Il secondo elemento importante è la moltiplicazione dei fronti attivi. Sempre secondo Al Arabiya, l’esercito yemenita continua raid su postazioni Houthi a Taiz e Hodeida, colpisce depositi ad al-Hazm nella provincia di al-Jawf, e ingaggia combattimenti sia nel settore di al-Shuqab a sud di Taiz sia nei fronti di Maqbana e al-Kadaha. La riconquista di rilievi come al-Khazzan Hill e il controllo di Makahna Hill mostrano che il terreno elevato continua a essere centrale nella logica della guerra: chi domina alture e snodi locali migliora osservazione, pressione artiglieristica e tenuta operativa.

C’è però un terzo dato da non sottovalutare: questa intensificazione militare continua a produrre costi civili immediati. Al Arabiya riferisce di bombardamenti Houthi contro civili nell’area di al-Shuqab e di nuovi sfollamenti di massa nell’area di al-Kadaha. Questo conferma una dinamica tipica dei conflitti prolungati: i progressi tattici sul terreno e la lotta per il controllo di corridoi e alture non riducono automaticamente la vulnerabilità della popolazione, anzi spesso la aggravano, soprattutto dove le linee del fronte attraversano aree abitate e prive di protezione stabile.

Dal punto di vista strategico, la dichiarazione di al-Alimi secondo cui ogni tentativo di avanzata verso la costa si trasformerà in una guerra di logoramento severa per gli Houthi va letta come un doppio messaggio. Da un lato è un avvertimento militare interno: il governo yemenita vuole mostrare di non essere più solo in difesa. Dall’altro è un segnale regionale rivolto all’Iran: lo Yemen non intende accettare una saldatura tra pressione terrestre Houthi e controllo marittimo indiretto sulle rotte del Mar Rosso.

Il quadro descritto da Al Arabiya mostra che lo Yemen sta tornando a essere un teatro cruciale della competizione regionale tra sicurezza territoriale e controllo marittimo. Non si combatte soltanto per villaggi, colline o province, ma per l’equilibrio di un corridoio strategico che collega la guerra locale alle grandi rotte commerciali e alla proiezione iraniana nella regione. Se questa fase offensiva si consolidera’, il conflitto yemenita potrebbe entrare in una nuova stagione di logoramento ad alta intensita’, con implicazioni che vanno ben oltre i suoi confini nazionali.

M.E. 

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Geostrategic magazine (5 september 2026)

 

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