(David Haznedari)
Il 10 agosto Mark Zuckerberg ha pubblicato una lettera aperta dal titolo The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, e nello stesso giorno Meta ha annunciato due modelli a pesi aperti, Muse Glimmer e Muse Spark 1.2, dei quali il primo si scarica con licenza permissiva e sta comodamente dentro un computer da tavolo, trenta miliardi di parametri capaci di portare a termine da soli compiti articolati in più passaggi. Nella lettera si chiede che gli Stati Uniti e i loro alleati prendano la guida dell’ecosistema a sorgente aperta, come già fa Pechino, e che la politica americana alleggerisca le restrizioni sui dati di addestramento che gravano sui laboratori nazionali; tutt’intorno si dispone una cornice ampia e cordiale, l’invenzione come scopo, la superintelligenza distribuita a chiunque, un equilibrio di potere che finalmente favorisca gli individui. (1)
La stagione in cui il testo arriva è meno serena della sua prosa. I costi dell’infrastruttura pesano, qualche incidente di sicurezza informatica ha toccato modelli di Meta, di Anthropic e di OpenAI, e quest’ultima ha sospeso proprio in questi giorni i test sul proprio modello Astra; e nella medesima pagina in cui si annuncia il futuro di tutti si annuncia anche un fondo da un miliardo di dollari per le comunità che vivono accanto ai centri dati, dove le nuove costruzioni sono ormai argomento di campagna elettorale. Il futuro pesa, e pesa per primo su chi gli abita di fianco. (1)
Conviene fermarsi sulla parola che regge l’intero edificio, e la parola è aperto. Nel lessico tecnico i pesi aperti sono i parametri finali del modello, resi pubblici e riutilizzabili da chiunque; il corpus dal quale quei parametri sono stati ricavati resta invece dove si trovava, in un magazzino che nessuno visita. Si apre l’esito e si lascia in ombra la genesi. È una distinzione che sembra minuta, come sembrano minute quasi tutte le distinzioni che poi reggono il peso della casa.
Un modello di linguaggio si lascia descrivere come un utensile di parola. L’uomo ha sempre affidato a supporti esterni la memoria che il singolo non riesce a trattenere, e André Leroi-Gourhan osservava che l’utensile prende senso soltanto dentro l’ambiente sociale che lo fabbrica e lo interroga; il modello esteriorizza quel deposito e lo rende disponibile a qualunque ora, cortese, instancabile, e senza chiedere nulla in cambio, o almeno senza chiederlo subito. Ciò che restituisce è una ricombinazione statistica di quanto ha ricevuto, e le sue capacità, insieme alle sue rappresentazioni interne, dipendono dalla complessità, dalla struttura e dalle assunzioni implicite del corpus su cui è stato addestrato. (2)
Da qui discende una conseguenza considerevole. Distribuire i pesi significa distribuire una dieta già digerita. Chi scarica quel modello riceve un ambiente semantico che altri hanno interrogato prima di lui, con le sue proporzioni, le sue assenze e il suo modo di dare peso alle parole ancora prima che una domanda venga formulata; e la licenza permissiva, che riguarda il diritto d’uso, non tocca in alcun modo questo strato, così come il permesso di entrare in una cucina non dice nulla su chi abbia fatto la spesa.
Il punto diventa geopolitico appena si guarda dove il dibattito europeo sulla sovranità digitale ha scelto di guardare. Potenza di calcolo, centri dati, catena dei semiconduttori: materia pesante, visibile, che si conta e si finanzia, e attorno alla quale è agevole convocare un tavolo. Nel frattempo un modello a pesi aperti scaricato da un ufficio ministeriale, da una redazione o da uno studio professionale porta dentro le mura una base semantica che nessuno ha discusso e che nessuna gara ha selezionato, e lo fa con la discrezione delle cose gratuite. E poiché le capacità dipendono da ciò che è stato dato in pasto, la dieta diventa per ciò stesso un bersaglio: che i corpora di addestramento possano essere contaminati in modo deliberato è ormai un rischio riconosciuto, e le porte d’ingresso si moltiplicano là dove la provenienza non viene dichiarata.
Su questo la norma europea dice qualcosa di preciso, e lo dice da otto giorni. Dal 2 agosto la Commissione, attraverso l’AI Office, può sanzionare i fornitori dei modelli per finalità generali; l’articolo 53 del regolamento esonera i modelli rilasciati con licenza libera e aperta da due soli obblighi, la documentazione tecnica e le informazioni ai fornitori a valle, mentre restano in capo a chi li distribuisce la politica sul rispetto del diritto d’autore e la sintesi pubblica dei contenuti di addestramento, e l’intera esenzione decade per i modelli classificati a rischio sistemico. (3)
Il legislatore europeo, con un tempismo che ha del fortuito, ha già indicato l’oggetto giusto: la dieta, prima ancora dei pesi. Resta da vedere se qualcuno vorrà leggerlo in questo senso, o se si continuerà a discutere di macchine mentre la questione riguarda una dispensa.
La misura, alla fine, riguarda chi riceve più di chi distribuisce. Un utensile arriva sempre accompagnato dal mondo di chi lo ha costruito, e la parte che non si vede è quella che lavora più a lungo e più in silenzio; sicché un futuro annunciato come patrimonio di tutti conserva pur sempre una provenienza, e dichiararla per intero, elenco degli ingredienti compreso, sarebbe la forma più sobria e più ospitale di quell’equilibrio di potere che la lettera dice di voler cercare.
Bibliografia
(1) Titti Santamato, Zuckerberg spinge l’IA open source come la Cina, “Usa e alleati guidino l’ecosistema”, ANSA, 10 agosto 2026, https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2026/08/10/zuckerberg-stati-uniti-e-alleati-guidino-lecosistema-dellia-open-source_10281728-9ed2-482f-90e3-aa86fb613cee.html. Testo della lettera: Mark Zuckerberg, The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, Meta, 10 agosto 2026, https://www.meta.com/thefutureisforeveryone/. Sui tempi di rilascio dei pesi: Multiplayer.it, 10 agosto 2026, https://multiplayer.it/notizie/il-futuro-secondo-meta-e-una-superintelligenza-alla-portata-di-tutti-in-arrivo-due-nuovi-modelli-open-source.html
(2) André Leroi-Gourhan, Le geste et la parole, Albin Michel, Paris 1964-1965; ed. it. Il gesto e la parola, Einaudi, Torino 1977. Sulla dipendenza delle capacità dal corpus di addestramento: Rethinking the Role of Text Complexity in Language Model Pretraining, BabyLM Workshop, ACL Anthology, 2025, https://aclanthology.org/2025.babylm-main.1.pdf
(3) Regolamento (UE) 2024/1689, art. 53, par. 1 lett. a)-d) e par. 2, art. 101 per le sanzioni applicabili dal 2 agosto 2026, art. 51 e 55 per i modelli con rischio sistemico. Ricognizioni: Cyberness, 24 aprile 2026, AI Act, modelli GPAI: obblighi applicabili dal 2 agosto 2025, sanzioni dal 2026; AI4Business, AI Act: non tutto ciò che è open source è esente



