Macron e la battaglia per l’ordine internazionale

L’intervento di Emmanuel Macron all’Assemblea generale delle Nazioni Unite presenta il multilateralismo non come un ideale astratto, ma come uno strumento di contenimento della competizione tra potenze. La contrapposizione tra ordine internazionale e “legge della giungla” riflette una preoccupazione strategica precisa: in assenza di regole condivise, la capacità militare, economica e tecnologica tende a sostituire il diritto come principale criterio di legittimità.

La posizione francese risponde anche agli interessi di una potenza media dotata di ambizioni globali. Parigi dispone di armi nucleari, di un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza e di una presenza diplomatica e militare estesa, ma non possiede le risorse necessarie per competere da sola con Stati Uniti e Cina. La difesa delle Nazioni Unite e del diritto internazionale consente quindi alla Francia di moltiplicare la propria influenza, preservando spazi di autonomia tra Washington, Pechino e Mosca.

Il richiamo di Macron contiene inoltre un messaggio rivolto all’Europa. In un sistema sempre più frammentato, l’Unione europea rischia di diventare terreno di competizione anziché soggetto strategico. Il rilancio del multilateralismo, nella visione francese, dovrebbe accompagnarsi a una maggiore capacità europea di azione: difesa comune, sicurezza economica, autonomia tecnologica e presenza diplomatica nei teatri di crisi. Le regole, infatti, sono efficaci soltanto quando vengono sostenute da capacità materiali credibili.

La formula della “società internazionale civilizzata” evidenzia tuttavia una contraddizione. Il diritto internazionale viene invocato in modo selettivo dalle maggiori potenze, mentre il Consiglio di sicurezza resta paralizzato dai veti e dalle rivalità tra i suoi membri permanenti. Anche la Francia deve quindi conciliare la difesa dell’ordine esistente con la domanda di maggiore rappresentanza proveniente dal Sud globale, che considera molte istituzioni multilaterali ancora segnate dagli equilibri del secondo dopoguerra.

Il significato geostrategico del discorso risiede, in definitiva, nel tentativo di costruire una terza via tra l’egemonia di una singola potenza e la pura politica di forza. Macron propone un ordine riformato nel quale la Francia e l’Europa possano agire come poli autonomi, alleati degli Stati Uniti ma non subordinati, aperti al dialogo con il Sud globale e capaci di contenere le potenze revisioniste. La credibilità di questa impostazione dipenderà meno dalla forza retorica del richiamo al multilateralismo che dalla capacità europea di trasformarlo in iniziativa diplomatica, coerenza politica e potere effettivo.

Fonte: UN News – Choose international order over ‘law of the jungle’, urges Macron

The Global Eye è in partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale

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