La Serbia volta pagina. Gli studenti: “ora tocca a noi”

La Serbia volta pagina e segna un cambiamento radicale.

Il cuore dei Balcani ha incoronato il partito degli studenti dopo oltre due anni di mobilitazioni. Il risultato è sorprendente ma in qualche modo atteso. Si chiude così l’era del presidente Aleksandar Vučić e inizia quella che già viene definita la prima grande rivoluzione dopo i conflitti degli anni Novanta e la guerra con il Kosovo.

Non hanno un leader, non hanno un portavoce, non hanno nemmeno un vero programma. Ma da oggi hanno il potere: la Lista degli Studenti vince in Serbia e mette fine ai 14 anni di Aleksandar Vucic, agli eredi di Mladic, ai massacri degli anni ’90, allle sbornie nazionalistiche. Vucic ammette la sconfitta: “E’ chiaro che abbiamo perso queste elezioni. La Lista degli Studenti ha vinto: otterrà fra i 135 e i 140 seggi, mentre noi ne avremo 105”. Le prime percentuali confermano: 52% all’opposizione, 39,3% a Vucic.

Nella notte, la gioia di Belgrado esplode con cortei d’auto e clacson, cori e una vecchia canzone popolare che è diventata l’inno della vittoria. Il risultato degli studenti è il più profondo cambiamento politico del Paese ed è qualcosa di paragonabile alla fine dell’era Orbán in Ungheria.

La Serbia inizia così la sua nuova storia con gli studenti ancora increduli della loro vittoria: “Ci siamo liberati della repressione del governo. Sembrava impensabile, ma ce l’abbiamo fatta. Adesso tocca a noi”.

E’ il.nuovo cielo sopra Belgrado.

Marzia Giglioli

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