Ucraina, la guerra si estende dalle linee del fronte all’economia e alle infrastrutture civili

Una nuova ondata di attacchi russi ha colpito, sabato, diverse regioni dell’Ucraina, causando almeno nove morti, decine di feriti e danni a edifici residenziali, impianti industriali e infrastrutture. Secondo il presidente Volodymyr Zelenskyy, Mosca avrebbe impiegato quasi 500 droni nell’arco della giornata, confermando la crescente centralità dei sistemi senza pilota nella campagna aerea.

L’intensificazione degli attacchi contro centrali elettriche, attività produttive, porti e servizi essenziali indica che il confronto si sta spostando sempre più verso la capacità economica e sociale dei due Paesi di sostenere la guerra. Anche Kyiv continua a colpire impianti energetici e industriali in profondità nel territorio russo.

Civili e attività quotidiane sotto attacco

A Kramatorsk, una delle città fortificate del fronte orientale che la Russia intende conquistare, tre persone sono state uccise in distinti attacchi contro automobili private. Altre quattro sono rimaste ferite. Secondo le autorità locali, i mezzi non costituivano obiettivi militari.

A Zvyahel, nella regione di Zhytomyr, un attacco contro un negozio di alimentari ha provocato due morti. Sono state colpite anche due stazioni di servizio e un’impresa con investimenti stranieri. Altre vittime sono state segnalate a Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, mentre a Odesa quasi quaranta persone sarebbero rimaste ferite.

La dispersione geografica degli attacchi dimostra che nessuna netta separazione protegge più le retrovie. La guerra a lungo raggio mira a rendere insicure le normali attività civili, aumentare i costi della protezione e indebolire la fiducia nella capacità dello Stato di garantire servizi essenziali.

Mosca colpisce la base industriale ucraina

Il Ministero della Difesa russo sostiene di aver attaccato Zaporizhstal a Zaporizhzhia, Interpipe Steel a Dnipro e diversi impianti a Kryvyi Rih, incluso il complesso Northern Iron Ore Beneficiation Works. Le affermazioni delle parti non sono state verificate in modo indipendente.

La selezione degli obiettivi indica una strategia diretta contro metallurgia, lavorazione dei minerali e produzione industriale. Questi comparti alimentano l’economia, le esportazioni e alcune catene necessarie allo sforzo bellico. Colpirli significa ridurre entrate, occupazione e capacità di riparare o produrre equipaggiamenti.

La presenza tra gli obiettivi di un’impresa con capitale straniero amplia inoltre il rischio per gli investitori internazionali. La distruzione o l’interruzione delle attività può rallentare la ricostruzione e rendere più costoso mantenere rapporti produttivi con l’Ucraina durante il conflitto.

I porti entrano stabilmente nel campo di battaglia

Mosca afferma di aver colpito navi cargo nei porti di Odesa e Chornomorsk, sostenendo che trasportassero materiali destinati a impieghi militari. La campagna contro lo shipping rafforza la pressione sulle esportazioni ucraine e rende più incerta la distinzione tra navigazione commerciale e logistica bellica.

I porti del Mar Nero sono essenziali per cereali, materie prime e collegamenti economici con l’estero. Ogni attacco produce effetti che superano l’obiettivo immediato: aumenta i premi assicurativi, scoraggia gli armatori e può riflettersi sui mercati alimentari internazionali.

L’impiego di navi civili per trasporti potenzialmente duali, insieme alla difficoltà di verificare le dichiarazioni russe, accresce il rischio di normalizzare gli attacchi contro il traffico mercantile.

La risposta ucraina nelle retrovie russe

L’Ucraina ha dichiarato di aver colpito il complesso Togliattikauchuk nella regione russa di Samara, uno dei maggiori produttori di gomma sintetica del Paese. Secondo Kyiv, l’impianto produce anche additivi utilizzati nel carburante per missili russi.

Le autorità regionali russe hanno confermato attacchi contro installazioni industriali, senza precisare l’entità dei danni. A Togliatti sarebbero stati danneggiati anche alcuni edifici residenziali e una persona sarebbe rimasta ferita.

Kyiv cerca in questo modo di interrompere le filiere che sostengono la produzione militare russa e dimostrare che la profondità territoriale non garantisce sicurezza. Gli attacchi obbligano Mosca a distribuire difese aeree e risorse di protezione tra fronte, città, raffinerie, fabbriche e depositi.

La pressione raggiunge la Moldova

Le autorità moldave hanno chiuso lo spazio aereo nazionale per quasi un’ora dopo aver rilevato un drone vicino al confine. Sette valichi sono stati temporaneamente sospesi. Le ripetute incursioni di velivoli russi nello spazio moldavo mostrano il rischio di propagazione involontaria del conflitto.

Anche senza un attacco deliberato contro la Moldova, droni fuori rotta, detriti e procedure di emergenza producono costi economici e politici. Chisinau deve rafforzare sorveglianza e difesa dello spazio aereo pur disponendo di capacità limitate, mentre ogni episodio alimenta la tensione con Mosca.

La prospettiva geostrategica

La campagna conferma il passaggio da una guerra prevalentemente territoriale a una guerra di logoramento sistemico. Russia e Ucraina cercano di indebolire non soltanto le forze avversarie, ma le reti economiche, energetiche, industriali e logistiche che consentono loro di continuare a combattere.

Mosca dispone di una maggiore massa di droni e missili e può sostenere attacchi estesi contro numerose città. Kyiv risponde in modo più selettivo, mirando a impianti industriali ed energetici lontani dal fronte. L’asimmetria non elimina però la vulnerabilità russa: infrastrutture vaste e disperse sono difficili da proteggere integralmente.

L’inverno e la sicurezza energetica restano determinanti. Colpire impianti elettrici, carburanti e industrie serve a ridurre la resilienza civile ucraina e ad aumentare il costo del sostegno occidentale. Gli attacchi ucraini puntano invece a degradare la produzione militare russa e trasferire una parte del costo della guerra sulla popolazione e sull’economia dell’aggressore.

Il centro di gravità del conflitto si sta spostando verso la capacità delle società di assorbire gli attacchi e mantenere in funzione energia, industria, trasporti e servizi. In questa fase, la superiorità non dipenderà soltanto dai risultati sul fronte, ma dalla resilienza delle retrovie e dalla continuità del sostegno esterno.

Fonte: Reuters

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