Gran Bretagna. Il ‘re del Nord’ Andrew Burnham a Downing Street

(Maria Eva Pedrerol)

Cambio della guardia a Downing Street: esce di scena Keir Starmer e arriva Andrew Burnharm. Re Carlo III ha ricevuto le dimissioni di Starmer e poco dopo ha incaricato l’astro nascente dei Labour di formare un nuovo Governo. Così, il già sindaco di Manchester è diventato Primo Ministro del Regno Unito, il settimo negli ultimi dieci anni. Le priorità per Burnham saranno la lotta contro il caro vita e dare alla nazione un nuovo senso di unità e stabilità.

Solo tre giorni fa, i laburisti avevano defenestrato Starmer e incoronato Burnham, pressati dalla crisi economica che stava facendo crollare i consensi del partito e incalzati dall’estrema destra del fautore della Brexit, Nigel Farage. Eppure è stato proprio il leader dimissionario Starmer che, esattamente due anni fa, aveva riportato i Labour al Governo del Regno Unito, dopo 14 anni di dominio Tory. Ora inizia l’ era Burnharm. Lui e la moglie Marie-France van Heel sono stati accolti da applausi all’arrivo al numero 10 di Downing Street.

Parlando per strada in mezzo alla gente, nel suo primo intervento come premier, ha affermato: “Sono molto cosciente che sono il settimo primo ministro dal 2016, per cui questo deve essere un momento di riflessione e di una nuova determinazione. La nostra generazione di politici deve elevare il livello e porsi all’altezza delle nuove sfide”. Burnham ha poi sottolineato come “il Regno Unito abbia bisogno di dimostrare al mondo che possiamo riconquistare la nostra stabilità. Questa è la nostra sfida”

Per il nuovo leader le priorità sono, come già anticipato nelle ultime settimane, recuperare la fiducia dei cittadini nel Governo e dare loro “più spazio per respirare”, cioè alleviare il costo della vita che sta soffocando molti britannici. Tra l’altro, ha affermato che “la prima indicazione sarà quella di porre fine al fatto che ci siano tante persone che dormono per la strada”. Inoltre, cosciente che la stagnazione ha fatto cadere Starmer, il nuovo leader ha come obiettivi porre un freno al neoliberismo, dare più potere ai territori regionali, portare sotto il controllo pubblico i servizi essenziali e affrontare l’emergenza abitativa. Il nuovo leader ha anche annunciato un piano di riforme per ricostruire “una nuova economia”.

Ma chi è Andrew (Andy) Burnham? Come fatto quasi storico, Andy Burnham è il primo ministro britannico di fede cattolica. Bisogna risalire a cinque secoli fa, ai tempi di Maria, figlia di Edoardo VIII e Caterina d’Aragona, per trovare un cattolico al potere a Londra. Figlio della working class, è nato a Aintreee, un quartiere periferico di Liverpool 56 anni fa, e ha studiato in una scuola cattolica. “Non sono particolarmente praticante”, ammette. A soli 15 anni aderisce al Partito laburista. Ha ricoperto diversi incarichi e nel 2001 è stato eletto alla Camera dei Comuni in un collegio della Grande Manchester.

Nel 2017, resosi conto dell’enorme distanza fra la gente e i circoli del potere a Londra, abbandona il Parlamento per presentarsi e stravincere le elezioni di sindaco di Manchester. Ed è stato proprio lì che ha costruito la sua immagine popolare che gli è valsa l’appellativo di “re del Nord”, usando la formula di “vicinanza alla gente” e di efficienza contro il centralismo di Londra. Solo un mese fa, ha vinto le elezioni suppletive al collegio di Makerfield ed è rientrato in Parlamento: venerdì scorso è diventato il nuovo leader dei Labour.

Dalla Brexit, la Gran Bretagna ha visto un susseguirsi di primi ministri, 5 conservatori e due laburisti. Ora ci prova il cattolico Andy Burnham. La prima telefonata a un leader straniero è con Donald Trump.

 

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