Draghi, ricette per una IA europea senza oligarchi

Mario Draghi incita l’Europa al massimo impegno per l’intelligenza artificiale e scrive una lunga lettera al Financial Times con alcune ricette di base, prima fra tutte la creazione di consorzi per evitare l’attuale dipendenza strategica e per rimettere in moto gli investimenti creando i presupposti per un maggior livello di redditività.

L’Europa è in ritardo ma ha un bagaglio prezioso di dati, sottolinea ancora Draghi.

C’è inoltre da tenere conto che la crescita trainata dall’intelligenza artificiale aumenta la tensione con le aspirazioni di sovranità dell’Europa, poiché quest’ultima controlla solo una piccola parte della catena del valore dell’IA”, scrive l’ex Presidente del Consiglio italiano.

Da qui una considerazione cardine: “I dati rappresentano l’unico ambito in cui l’Europa può ancora esercitare la propria sovranità, ed è anche quello con il maggiore potenziale di crescita”.

“Il continente – continua Draghi – possiede un’enorme quantità di dati del settore pubblico, come decenni di cartelle cliniche e dati raccolti dagli uffici statistici. Il suo settore manifatturiero altamente automatizzato genera un vasto patrimonio di informazioni industriali leggibili dalle macchine. Le stime della Commissione Europea indicano che l’economia dei dati europea supererà gli 800 miliardi di euro, ovvero più del 5% del Pil, entro il 2030. Ma per sfruttare appieno queste risorse, l’Europa ha bisogno di controllare la loro archiviazione e la loro elaborazione. Ciò significa che necessita di data center per l’intelligenza artificiale su larga scala”.

Va ricordato anche che l’UE ospita meno del 5% della potenza di calcolo mondiale dedicata all’IA, contro il 75% degli USA.

Guardando all’Europa, oggi il principale ostacolo è la domanda frammentata tra milioni di aziende, che non offre agli investitori sufficienti garanzie per finanziare le infrastrutture. Draghi propone quindi di aggregare gli impegni delle grandi aziende europee attraverso contratti pluriennali. Un modello è l’accordo di aziende – tra le quali Asml, Capgemini e Amadeus – per acquistare le European Compute Units di Mistral, destinate a garantire 1 GW di capacità entro il 2030. L’obiettivo è creare un “circolo virtuoso”: più adozione dell’IA genera domanda e finanzia capacità europea, che consente di sfruttare i dati su infrastrutture sotto controllo europeo, accelerando ulteriormente l’adozione e lo sviluppo di modelli europei.

Per evitare una nuova oligarchia tecnologica, la domanda aggregata dovrebbe favorire più fornitori e concorrenza, mentre una tassazione progressiva permetterebbe alla società di beneficiare della crescita. “L’Europa non deve scegliere tra crescita, sovranità e i propri valori. Può avere l’IA senza oligarchi”.

Marzia Giglioli

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