La ‘voglia di ghiaccio’ di Trump gela le diplomazie

Trump pubblica una mappa nella quale l’Islanda è negli USA e Reykjavik protesta.

I rapporti tra Washington e l’Islanda non sono mai stati così tesi. La ‘voglia di ghiaccio’ da parte del presidente americano non si ferma. Prima le minacce di Trump sulla Groenlandia e ora una mappa che colloca il Paese scandinavo entro i confini degli Stati Uniti.

Il governo islandese ha presentato una protesta ufficiale agli Stati Uniti dopo che Donald Trump ha condiviso sui social la sua nuova ipotesi geografica che sembra incorporare il Paese nel territorio della nazione nordamericana. E così la ministra degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir ha convocato l’ambasciatore di Washington per dire in sostanza che la mappa è semplicemente inaccettabile.

Il presidente statunitense Donald Trump su Truth ha colorato Canada, Groenlandia, e Islanda a stelle e strisce (e anche il Messico) e li ha indicati come un unico “United States of America”, senza alcuna didascalia o contesto che ne spiegasse le intenzioni. Esattamente come alcune isole caraibiche, compresa Cuba.

Il clima diplomatico è certo complicato e si innesta al fatto che pochi giorni fa c’e’ stato il “no” degli islandesi ai negoziati per l’adesione all’UE. Il referendum (29 agosto) ha bocciato il tentativo del governo di rilanciare i negoziati per l’adesione all’Unione Europea, un quesito che doveva in qualche modo rispondere in parte anche ai progetti di Trump sulla Groenlandia.

Una doccia gelata, è il caso di dire, sulla politica di allargamento dell’UE ed ora giunge per gli islandesi una nuova prova: come agire con Washington, considerando quanto gli Stati Uniti siano centrali per la sicurezza dell’Islanda. Dal 1944, anno dell’indipendenza, il Paese non dispone di forze armate proprie e fa invece affidamento, per la sua difesa, proprio sull’appartenenza originaria alla NATO e su un patto di difesa con Washington che risale al 1951.

Reykjavik ha già avuto motivo di nutrire inquietudini sulle intenzioni di Washington nella regione, soprattutto dopo che Trump ha ipotizzato l’annessione della Groenlandia, territorio autonomo danese che dista appena 300 chilometri dalle coste islandesi: il suo braccio di ferro sui dazi con il Canada ha alimentato la sensazione che i tradizionali partner nordatlantici degli Stati Uniti non possano più dare per scontato il rapporto con gli Washington.

E così, in queste ore si sono incrociate le proteste: Kristrun Frostadottir, Primo Ministro islandese, ha definito l’immagine, apparentemente generata dall’intelligenza artificiale, ‘ridicola’ e un insulto per islandesi, canadesi e groenlandesi. Il Ministro degli Esteri danese l’ha definita ‘inquietante’; la presidente del Messico ha affermato che il suo paese non sarà mai una colonia o un protettorato.

Sempre in queste ore, sul fronte canadese, aumenta la tensione economica con la Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno annunciato il divieto di importazione di diversi prodotti canadesi, tra cui motociclette, latticini e la maggior parte degli alcolici, intensificando la guerra commerciale con il vicino settentrionale. L’annuncio del divieto, che entrerà in vigore tra tre settimane, è giunto dopo che il Canada ha imposto dazi fino al 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci americane. Sebbene entrambe le parti affermino di voler raggiungere un accordo, i negoziati sono in una fase di stallo.

E il ghiaccio diventa rovente.

Marzia Giglioli

 

Latest articles

Related articles