Diplomazia e difesa UE, gli Stati frenano l’iniziativa di Kallas

L’Alta rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha dovuto annullare il lancio di un nuovo gruppo consultivo composto da ex dirigenti politici e militari. La decisione, presa dopo le pressioni di alcuni governi europei, rappresenta una possibile battuta d’arresto per l’ex premier estone e mette in evidenza le tensioni sulla gestione della politica estera e di difesa dell’UE.

Il gruppo avrebbe dovuto riunire personalità di alto profilo per individuare soluzioni rapide alle carenze militari europee. Secondo fonti diplomatiche, la presidenza sarebbe stata affidata all’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, affiancato da ex ministri della Difesa come l’estone Jüri Luik e la francese Florence Parly. Era inoltre prevista la partecipazione di rappresentanti britannici e ucraini, a conferma dell’intenzione di collegare la riflessione strategica europea alla più ampia architettura euro-atlantica.

L’iniziativa si inseriva nel tentativo di rilanciare il European External Action Service (EEAS), il corpo diplomatico dell’Unione, dotato di una nuova leadership. Ma diversi governi hanno giudicato il progetto prematuro, poco coordinato e potenzialmente sovrapposto alle competenze della Commissione, in particolare alle attività del commissario alla Difesa Andrius Kubilius.

Dietro la cancellazione emerge uno scontro istituzionale più ampio. Kallas si oppone al progetto franco-tedesco di riforma dell’EEAS: sebbene il piano sembri rafforzarne formalmente il ruolo, i suoi alleati temono che possa trasferire alla Commissione un maggiore controllo sulla politica estera. Il gruppo di esperti sarebbe stato quindi anche uno strumento per preservare l’autonomia e la centralità politica dell’Alta rappresentante.

Sul piano geostrategico, la vicenda rivela la difficoltà dell’UE nel trasformare l’obiettivo dell’autonomia strategica in una struttura decisionale coerente. La necessità di colmare rapidamente le lacune difensive europee si scontra con la frammentazione delle competenze tra Stati membri, Commissione ed EEAS, oltre che con le rivalità tra le principali capitali.

Il coinvolgimento previsto di Regno Unito e Ucraina avrebbe inoltre rafforzato la dimensione operativa della sicurezza europea, ma avrebbe potuto sollevare interrogativi sul ruolo di Paesi esterni all’Unione nella definizione delle sue priorità. Le obiezioni avanzate dalle capitali mostrano che gli Stati membri intendono conservare il controllo politico sulle iniziative di difesa, evitando la creazione di organismi percepiti come paralleli o scarsamente coordinati.

Alcune fonti attribuiscono la cancellazione alla mancanza di preparazione diplomatica, mentre altre indicano una controversia legata alla politica locale italiana e alla selezione dei componenti. Al di là del motivo immediato, il caso segnala un problema strutturale: mentre l’Europa cerca di rafforzare la propria capacità militare, resta irrisolta la competizione interna su chi debba guidarne la strategia.

Fonte: Politico – Autore: Jacopo Barigazzi

M.E.

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Geostrategic magazine (7 september 2026)

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