Mentre la radicalizzazione giovanile si diffonde, è necessario un coordinamento internazionale

Il coinvolgimento dei giovani in forme di estremismo violento e violenza estrema è in aumento. Gli adolescenti vengono radicalizzati in modo accelerato all’interno di un insieme di comunità online largamente decentralizzato. Un processo che un tempo richiedeva mesi, oggi — grazie agli algoritmi e alle proprietà addictive di piattaforme di gioco e social media — può consumarsi in giorni o persino ore. Questa variante dell’estremismo rinuncia a un corpus dottrinale coerente in favore di un campionamento ideologico, che pesca da destra estrema, nichilismo, idee neonaziste, cospirazionismo antisemita, idee pro-ISIS, misoginia, anomia, inceldom, accelerationismo, misantropia e temi anti-LGBT. È quello che Daveed Gartenstein-Ross chiama “fringe fluidity” e che Bruce Hoffman definisce “ideological convergence”.

Due ecosistemi, una stessa infrastruttura

I gruppi di nichilismo violento (NVE) incoraggiano, promuovono e glorificano la violenza per il gusto della violenza e del caos in quanto tale, come strumento di status e riconoscimento. I più noti appartengono al network COM — 764, Maniac Murder Cult e No Lives Matter — che ‘allevano’ bambini e adolescenti verso atti di autolesionismo, cybercriminalità, sfruttamento sessuale minorile e violenza contro persone e animali. Il network COM opera a livello internazionale, con 764 che sfrutta vittime anche di 8 anni.

Adiacente a COM, la True Crime Community (TCC) glorifica mass shooter e school shooter del passato; i membri possono adottarne simbologia e abbigliamento o produrre contenuti che li venerano. I membri violenti della TCC si incoraggiano a vicenda a compiere sparatorie scolastiche e atti di terrorismo in modo memetico, ispirati dagli attentatori che idolatrano. La TCC, nata negli Stati Uniti, ha ormai propaggini globali. In Indonesia, la polizia antiterrorismo Densus 88 ha identificato 70 minori collegati alla True Crime Community in 18 province, 20 dei quali in varie fasi di pianificazione di attacchi, secondo Ami Prindani, Deputy Head della Densus 88, e Khiorul Annam, PhD Candidate alla Indonesian International Islamic University.

A differenza dei gruppi islamisti e di destra estrema di dieci anni fa, il reclutamento per COM e TCC avviene interamente online. Social media come TikTok, Telegram, X, Reddit e Instagram; forum come Watch People Die; e piattaforme di gioco come Roblox, Discord, Gorebox e Minecraft consentono alle reti NVE e TCC di identificare, prendere di mira, reclutare, allevare, incoraggiare e sfruttare pubblici sempre più giovani.

La scala della minaccia

La portata del fenomeno non va sottovalutata: nella sua diffusione è paragonabile all’ISIS al suo apice. Complotti NVE sono stati sventati e attacchi sono stati portati a termine in tutti i continenti popolati, con epicentri in Nord America, Europa e Sud-Est asiatico. COM opera in circa 31 Paesi. L’FBI ha casi COM aperti in tutti i 50 Stati e in tutti i 56 field office. Il Direttore dell’FBI ha dichiarato davanti alla Commissione Giustizia del Senato un aumento del 300 per cento nei casi NVE aperti nel 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) ha registrato oltre 1.000 segnalazioni legate a gruppi violenti online come 764 nei primi sei mesi del 2025, in rotta per superare le 1.300 dell’intero 2024. La portata della True Crime Community non è meno ampia: gli incidenti coprono il globo dagli Stati Uniti, Canada e Messico al Brasile, Uruguay e Argentina; alle Filippine, Indonesia, Thailandia e Singapore; al Ghana e al Sudafrica; all’Australia e alla Nuova Zelanda; e in tutta Europa.

Particolarmente significativa è l’età di autori e vittime. Secondo Marc-Andre Argentino e Angus Lindsay, tra il 2020 e il 2026 l’età mediana degli autori COM si è collocata tra i 18 e i 22 anni, mentre quella delle vittime tra gli 11 e i 16. Lo studio di Peter Smith, Cat Cadenhead e Clara Broekaert sulla TCC stima un’età mediana dell’offender di 17 anni; il PERIL Lab della American University riporta un’età mediana degli autori legati al network 764 di 19 anni, con il più giovane documentato a 12 anni, e un’età media di 16,9 anni per gli autori di complotti e attacchi contro scuole. Tra maggio e ottobre 2026, un numero crescente di autori risulta molto più giovane, sia nei casi di attacco riuscito sia in quelli falliti. Il 22 giugno 2026 i due ragazzi che hanno aperto il fuoco alla San Jose National High School di Tacloban, nelle Filippine, avevano 14 e 15 anni e hanno ucciso tre studenti, ferendone circa venti. Il 12 ottobre 2026 un quattordicenne ha aperto il fuoco alla Joseph-Lakanal Middle School di Aubagne, in Francia, ferendo il preside e un’insegnante; la procura antiterrorismo francese ha assunto il caso rilevando la probabile adesione del ragazzo alla True Crime Community. Il 18 settembre 2026 un tredicenne di una scuola secondaria di Roma ha spruzzato pepper spray alla sua insegnante e poi l’ha accoltellata ripetutamente. In Thailandia l’attentatore della Debsirin Nonthamburi School aveva 14 anni; in Brasile il ragazzo che ha sparato all’Instituto São José ne aveva 13; in Sudafrica l’adolescente che ha accoltellato una bambina di sei anni a Umhlali ne aveva 15.

Le implicazioni geostrategiche

Da qui l’imperativo di una risposta intersettoriale e interregionale, che riunisca attori di tutto il mondo per trattare l’estremismo violento e la violenza estrema, nelle parole di Cynthia Miller-Idriss, “come un virus”. Poiché la maggior parte di autori e vittime sono minori, la minaccia non può essere risolta in modo cinetico o securitario. Serve invece un approccio di salute pubblica: sforzi coordinati nazionali e internazionali per diffondere consapevolezza su segnali di allarme e vulnerabilità tra tutti i frontline responder — genitori, insegnanti, consulenti scolastici, giudici minorili, psicologi infantili, clero, assistenti sociali, pediatri, forze dell’ordine e gli stessi giovani. Se gli interventi non possono essere trasposti meccanicamente da un Paese all’altro, le migliori pratiche possono però essere adottate e poi adattate ai diversi contesti nazionali e culturali. È inoltre urgente espandere le iniziative di condivisione dell’intelligence a Sud America, Africa e Sud-Est asiatico. Infine, le aziende dei social media e del gaming devono essere disposte a coordinarsi tra piattaforme e con governi e forze dell’ordine per condividere informazioni su minacce potenziali e attuali.

Cosa aspettarsi

L’erosione del monopolio statale sulla prevenzione. Poiché autori e vittime sono quasi tutti minori, la prima linea si sposta dai servizi di sicurezza a genitori, insegnanti, consulenti scolastici, giudici minorili, psicologi infantili, pediatri, assistenti sociali, clero e alla stessa popolazione giovanile. Gli Stati che non finanziano questa rete — consapevolezza, formazione dei frontline responder, riconoscimento dei segnali di allarme — resteranno dipendenti da un intervento post-hoc che arriva a strage già compiuta.

Una soglia d’età che continua a scendere. Per il network COM l’età mediana degli autori è tra i 18 e i 22 anni, con vittime tra gli 11 e i 16; per la TCC la mediana dell’offender è 17 anni, mentre il più giovane autore documentato nel network 764 ha 12 anni. Ma la tendenza osservata tra maggio e ottobre 2026 mostra autori di 12, 13, 14, 15 anni — a Tacloban, Debsirin, Aubagne, São José, Umhlali, Roma. La previsione è che la soglia continuerà a scendere, trascinando con sé quella delle vittime, con una pressione crescente su pediatri e sistemi scolastici come sensori precoci.

Diffusione verso il Sud globale prima della capacità di risposta. Le iniziative di condivisione intelligence coprono bene Nord America ed Europa, male Sud America, Africa e Sud-Est asiatico — proprio dove la diffusione è documentata e crescente. Se il divario non si chiude rapidamente, il fenomeno si consoliderà in contesti con meno strumenti diagnostici e più spazio di espansione, prima che quei Paesi sviluppino capacità autonome di monitoraggio.

Pressione sulle piattaforme senza coordinamento reale. Social media e aziende di gaming dovranno accettare di coordinarsi tra loro e con governi e forze dell’ordine. La pressione aumenterà, ma il coordinamento cross-platform resterà frammentato finché non emergeranno incentivi regolatori o reputazionali abbastanza forti — e finché non ci sarà un quadro giuridico condiviso su cosa condividere, con chi e sotto quale tutela dei minori coinvolti.

Il modello “virus” come dottrina operativa. L’approccio di salute pubblica invocato da Miller-Idriss — sorveglianza, prevenzione, contenimento, immunizzazione — è l’unica cornice coerente con una minaccia senza centro di gravità, endemica, che si replica attraverso vettori commerciali. E’ realistico uno spostamento lento ma progressivo delle architetture istituzionali da un paradigma antiterrorismo a uno epidemiologico: sistemi di early warning, sorveglianza sentinella, risposta rapida locale. Il limite resta che gli strumenti di salute pubblica funzionano su popolazioni, non su individui anonimizzati dietro un handle — e la traduzione operativa è, al momento, incompiuta.

Questo articolo è un commento e un inquadramento geostrategico elaborato a partire da un’analisi di Julie Chernov Hwang, Associate Professor of Political Science and International Relations alla Goucher College, pubblicata dal Soufan Center in data 21 ottobre 2026 e ripresa nel Global Terrorism Index 2026. I dati aggregati sull’ecosistema NVE e sul network 764 provengono dal NVE Tracker del PERIL Lab della American University, che al 21 agosto 2026 documenta 214 incidenti codificati NVE e 104 incidenti legati al network 764 in 19 Paesi. I dati NCMEC sulle segnalazioni legate a 764 sono quelli pubblicati dal PERIL Lab. Le dichiarazioni sull’aumento dei casi NVE sono riprese dalla testimonianza del Direttore dell’FBI al Senato. Il dato della Densus 88 indonesiana è ripreso dall’analisi del Soufan Center. Gli episodi di Tacloban, Aubagne e Roma sono stati verificati su fonti di stampa indipendenti. L’analisi e le valutazioni prospettiche della sezione “Cosa aspettarsi” sono dell’autore.

A cura di The Global Eye e SIOI

Marco Emanuele

 

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