Il Nobel per la Pace a Navi Pillay, paladina sudafricana dei diritti umani

Alla giurista Navanethem ‘Navi’ Pillay è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace. Nata il 23 settembre 1941, Navi Pillay ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014.

Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell’aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.

Nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente dell’ONU sui territori palestinesi occupati, l’anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. “La Commissione stabilisce che Israele è responsabile di genocidio a Gaza” – aveva dichiarato Pillay in quella occasione – “È evidente che sussiste l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio”.

Il Comitato norvegese per il Nobel ha annunciato la decisione di conferirle il riconoscimento in un momento in cui il diritto e le istituzioni internazionali sono messe profondamente in discussione.

“Il sistema del diritto internazionale è sottoposto a una pressione enorme e le sue istituzioni sono sotto attacco”, ha dichiarato in conferenza stampa Jorgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese per il Nobel a Oslo, aggiungendo di osservare uno spostamento “verso la politica di potenza a scapito dei quadri giuridici e del rispetto globale per la legge e la giustizia” (fonte: Ansa).

La reazione del governo israeliano non si è fatta attendere ed è arrivata durissima con un attacco dal ministero degli Esteri: “Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele”, si legge nel comunicato. “Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno”.

L’assegnazione di oggi del Nobel per la Pace esprime indubbiamente una scelta di altissimo valore simbolico e politico da parte del Comitato Nobel norvegese e giunge in un momento di profonde tensioni internazionali e a poche ore dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, ancora una volta, aveva rivendicato per sé il riconoscimento.

Redazione/MG

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