L’ IA entra a gamba tesa nel vertice tra Trump e Xi.
A 10 giorni dall’incontro negli USA, tra Trump e Xi l’intelligenza artificiale diventa uno dei punti cardine del confronto. L’IA è sempre più fattore geopolitico: anzi, è la madre del confronto tra i blocchi e segna il limite su come si può ordinare il mondo.
Il presidente cinese ripete in queste ore la sua ricetta: una zona per l’intelligenza artificiale open source destinata ai Paesi BRICS e lo ha ripetuto a New Delhi. E’ anche l’ennesimo segnale di come la corsa al primato tecnologico tra USA e Cina si stia facendo sempre più serrata. Due concezioni opposte, modello chiuso oppure open source. Mentre nel mondo dilagano polemiche e dibattiti sui possibili rischi legati all’intelligenza artificiale e sulle catastrofi per l’umanità, Donald Trump bolla le voci critiche come ‘forze negative’. Entrambi sanno di avere in mano il destino globale. I due Capi di Stato si vedranno il 24 settembre e l’IA, secondo Trump, dovrà essere uno dei temi principali.
La proposta avanzata da Xi Jinping per i BRICS – di cui fanno parte 11 Paesi, compresi Russia e India – prevede, secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua e altri giornali, ‘la cooperazione nello sviluppo e nell’applicazione di modelli linguistici di grandi dimensioni’, l’organizzazione di ‘seminari e corsi di formazione specializzati’ nonché la realizzazione di un ‘ecosistema aperto per l’intelligenza artificiale’.
I BRICS non sono però un blocco politico del tutto omogeneo, e quindi resta da vedere se Paesi come l’India, che vogliono mantenere buoni rapporti con Washington, decideranno di aderire o meno.
Xi Jinping intanto gioca anche un’altra carta, quella della World Artificial Intelligence Cooperation Organization (Waico): la nuova organizzazione per l’intelligenza artificiale a cui aderiscono 29 Paesi, tra cui Russia e Cina e diversi Stati di Africa e Asia. E sabato a New Delhi il presidente cinese ha invitato i BRICS a ‘partecipare attivamente’ a questo ente, riporta l’agenzia indiana Pti.
Diversi esperti ritengono che con l’impronta open source – che permette di modificare la tecnologia originaria – Pechino affronti costi inferiori per quello che, sottolinea il New York Times, è un potenziale strumento di soft power. Trump ha fretta e non vuole perdere il vantaggio e boccia l’ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic sull’IA.
E dall’Irlanda il presidente USA ripete: ssiamo in vantaggio rispetto alla Cina nell’IA. Siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente, voglio che resti così, perché chi vince la sfida dell’IA, vince tutto’.
Amodei, invece, ha lanciato l’appello per ‘rallentare’ a livello globale il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati dell’IA per motivi di sicurezza: ‘i progressi sembreranno comunque rapidi e dovremo fare un uso saggio del tempo che guadagneremo’, ha scritto. La proposta ha trovato l’immediato sostegno di Elon Musk e San Altman di OpenAI che ha annunciato il rinvio al 2027 della maxi Ipo della sua azienda a Wall Street.
Anthropic – come scrive Ansa – ha rimarcato pochi giorni fa, in un lungo rapporto, i rischi di utilizzo improprio dei suoi modelli, tra cui l’Iran, impegnata nella guerra contro gli Stati Uniti. Si tratta di tentativi che sono stati bloccati, almeno per ora, e verso cui, è la convinzione di Amodei, è necessario rafforzare la sicurezza.
L’ex presidente USA Barak Obama si è mosso sul tema, sollecitando i candidati delle prossime midterm di novembre e quelli delle presidenziali del 2028 a tenere nella dovuta considerazione gli aspetti dell’intelligenza artificiale, consapevole della complessità degli scenari. Il Congresso, infatti, è diviso su come affinare le misure di sicurezza e molti repubblicani condividono le preoccupazioni di Trump sui progressi di Pechino.
‘Non possiamo imporre una moratoria, perché la Cina ci supererebbe, ed è proprio questa la sfida’, ha commentato lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson. ‘Si tratta di bilanciare la sicurezza nazionale con l’esigenza immediata di garantire che i modelli siano sicuri’, ha aggiunto Johnson alla Cnn, anticipando che incontrerà Amodei, Musk e Altman.
Sull’IA si gioca un difficilissimo destino tutto da disegnare: un multilateralismo tecnologico o una eterna guerra fredda.
Marzia Giglioli



