Nuove geografie: i cavi sottomarini nell’Indo-Pacifico

I cavi sottomarini costituiscono una parte integrante dello strato fisico del cyberspazio e trasportano oltre il 99% del traffico internet attraverso i fondali marini. Tali cavi vengono posati lungo percorsi ottimizzati, dove distanze più brevi si traducono in latenza inferiore e costi ridotti, analogamente a quanto avveniva per i cavi telegrafici nel corso del XIX e XX secolo. Spesso, le rotte dei cavi ricalcano quelle delle principali vie di navigazione marittima. Nell’area indo-pacifica, i cavi sottomarini attraversano punti di passaggio marittimo obbligati (i cosiddetti *choke points*), come lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Malacca.

Al dicembre 2025, 122 cavi esistenti seguono rotte tradizionali: attraversano punti di passaggio marittimo strategici e vie d’acqua chiave, mentre le città sede di importanti attività commerciali e portuali concentrano il maggior numero di punti di approdo.

Il notevole incremento nel numero di cavi completati nel 2022 – che fa seguito a un rallentamento registrato tra il 2019 e il 2021 a causa della pandemia di COVID-19 e di altre dinamiche geopolitiche – offre l’opportunità di valutare le tendenze emergenti. Nel periodo 2022-2030, 70 cavi (tra quelli già realizzati e quelli in progetto) delineano una nuova traiettoria di attività: un nuovo insieme di città di approdo, rotte diversificate attraverso l’Oceano Indiano, una nuova geografia sottomarina nel Pacifico e isole che si affermano come nodi strategici per la connettività digitale transcontinentale.

New geographies: submarine cables in the Indo-Pacific

Fonte: IISS/Darshana M. Baruah, Virpratap Vikram Singh

The Global Eye è in partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale

Latest articles

Related articles