Sentenza storica negli USA, Meta dovrà pagare 567 milioni per il rischio social sui minori

(Marzia Giglioli)

Adesso il dibattito non può che essere mondiale. Una sentenza emessa da un giudice americano riporta sulla scena la tutela dei minori messi a rischio da un uso selvaggio dei social, influggendo una multa milionaria che, al di là del caso specifico, mette sotto accusa l’incoscienza globale e l’assenza di veri limiti e vere regole di salvaguardia.

Il caso scatenante riguarda appunto una sentenza che fa già storia. Meta (che controlla Facebook e Instagram) dovrà pagare 567 milioni di dollari allo Stato del New Mexico per aver esposto i minori ai rischi dei social media e per aver ingannato i consumatori sulla sicurezza delle proprie piattaforme. La decisione arriva dopo che, a marzo, una giuria aveva ritenuto Meta responsabile di aver violato l’Unfair Practices Act del New Mexico, la normativa statale contro le pratiche commerciali scorrette. Secondo l’accusa, Meta non avrebbe adeguatamente protetto gli adolescenti dai pericoli presenti sulle piattaforme e avrebbe minimizzato i rischi emersi dalle sue stesse ricerche interne. Oltre alla sanzione economica, la sentenza impone a Meta una serie di modifiche operative.

Meta è coinvolta in numerose cause legali in altri stati USA per i presunti danni arrecati ai giovani. In un processo avviato il mese scorso in Tennessee, lo Stato ha accusato l’azienda di aver ignorato gli avvertimenti interni sull’uso compulsivo di Instagram da parte degli adolescenti – fenomeno collegato, tra le altre conseguenze negative, a disturbi alimentari e depressione. Meta si sta inoltre preparando per un processo previsto per la fine del mese presso il tribunale federale di Oakland, in California.

“Quanto accaduto nel New Mexico è la prima tessera di un domino”, ha affermato Laura Edelson, docente presso la Northeastern University ed esperta di social media e sicurezza informatica.

“Gli Stati Uniti non approveranno una legge che vieti i social media”, ha osservato Edelson. “Tuttavia, gli Stati stanno finalmente trovando il modo di porre un freno a questa situazione”.

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