(Pierluigi Paganini – Security Affairs) I ricercatori dell’Unità 42 di Palo Alto hanno avuto un posto in prima fila per assistere a qualcosa che fino ad allora avevano solo teorizzato: un sistema di intelligenza artificiale che conduceva una vera e propria campagna di hacking praticamente senza alcun intervento umano. I ricercatori hanno individuato un utente di lingua cinese, con gli pseudonimi knaithe e KnYuan, che aveva integrato DeepSeek in un framework open-source chiamato Hermes Agent, lasciandolo alla ricerca di obiettivi vulnerabili, trovare codice exploit e lanciare attacchi in autonomia. I ricercatori hanno potuto osservare tutto ciò solo perché l’attaccante ha commesso un errore di disattenzione. L’errore consisteva nell’avviare un server di file nella directory principale dell’operazione anziché in una cartella di staging isolata. Questo ha esposto tutto: chiavi API, script di exploit, elenchi di obiettivi, cronologia bash e log completi delle sessioni dell’IA che effettivamente svolgeva il lavoro. In sostanza, l’Unità 42 ha potuto osservare lo schermo dell’attaccante a posteriori.
AI Runs the Hack: Chinese Actor Automates Cyberattacks With DeepSeek
The Global Eye è in partnership con SIOI



