Danni collaterali della competizione tra Stati Uniti e Cina: l’industria della difesa sudcoreana

(ME)

Quando i presidenti Donald Trump e Xi Jinping si sono incontrati a Pechino dal 13 al 15 maggio 2026, l’attenzione dei media si è concentrata sulla possibilità che il vertice allentasse le restrizioni sui flussi commerciali di materie prime critiche, coinvolte nella più ampia guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dall’agosto 2023, Pechino ha imposto controlli sulle esportazioni di minerali critici sempre più estesi e rigorosi, con ampie implicazioni non solo per l’industria civile, ma anche per la produzione di armamenti. Il comunicato stampa della Casa Bianca sul vertice affermava che “la Cina affronterà le preoccupazioni degli Stati Uniti in merito alle carenze della catena di approvvigionamento relative alle terre rare e ad altri minerali critici”, ma c’erano pochi dettagli su azioni concrete e nessun impegno analogo è apparso nel riassunto cinese. Invece, il 15 giugno 2026, il Decreto n. 839 del Consiglio di Stato cinese ha attuato la Legge sulle Risorse Minerarie, autorizzando “contromisure” contro le restrizioni straniere “discriminatorie”. Altri Stati sono diventati danni collaterali nella competizione tra Stati Uniti e Cina, tra cui la Corea del Sud. L’industria della difesa di Seul si trova ad affrontare rischi crescenti derivanti da potenziali interruzioni delle forniture e da impennate dei prezzi dei minerali critici. Sebbene Seul stia adottando misure per ridurre la sua dipendenza dalle forniture cinesi e rafforzare la cooperazione internazionale per la resilienza della catena di approvvigionamento, ci vorrà del tempo prima che queste misure diano i loro frutti.

Collateral damage of US–China competition: South Korea’s defence industry

 

Global news and analyses from think tanks (22 july 2026)

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