Alex Horobets scrive, in un’analisi per Jamestown Foundation, che, a maggio, le autorità russe hanno posto in custodia cautelare Dmitry Semizorov, vicedirettore generale di Uralvagonzavod, il più grande produttore di carri armati del Paese, e Alexander Gavrilov, direttore generale dello stabilimento Krasmash di Krasnoyarsk, unico produttore del missile balistico intercontinentale RS-28 Sarmat.
Negli ultimi mesi si sono intensificati i procedimenti penali contro alti dirigenti del complesso industriale della difesa, compresi casi legati a schemi di corruzione risalenti a oltre un decennio fa, a testimonianza di un cambiamento di priorità in un’economia di guerra.
Gli arresti di dirigenti di aziende chiave creano rischi operativi per la produzione militare, ma le autorità sembrano aver ritenuto questo danno accettabile rispetto alle perdite causate dalla corruzione.
L’attuale ondata di arresti non costituisce ancora una campagna anticorruzione sistemica. Gli arresti rimangono selettivi, servendo sia come strumento per esercitare pressione sulla dirigenza dell’industria della difesa sia come mezzo per scaricare la responsabilità dei programmi falliti su singoli individui.



