(Carlo Rebecchi)
Gli editorialisti di alcuni dei più autorevoli quotidiani italiani condividono il giudizio estremamente negativo del presidente Donald Trump sul regime iraniano ma giudicano molto severamente il fatto che l’attacco militare congiunto degli Stati Uniti e di Israele all’Iran sia stato realizzato ignorando il diritto internazionale. Ecco alcuni estratti.
Per la “Repubblica”, i bombardamenti sull’Iran sono non solo “l’ultimo atto di una contesa che si trascina da cinquant’anni” ma, piuttosto, “il primo atto di guerra nell’età del caos, in quel nuovo disordine mondiale creato dalla solitudine sovranista e neo-autoritaria del presidente americano Donald Trump, fuori da ogni sistema di regole, di convenzioni, di tradizioni, di garanzia e di tutela”.
Il presidente americano, scrive il quotidiano, “non si muove sulla spinta dei principi di democrazia e di libertà” ma “è guidato piuttosto dalla logica di sicurezza di Israele e dallo spirito di una nuova sovranità imperiale che insedi la democrazia americana, ovunque gli Stati Uniti scendono in campo, per difendere i loro interessi”. Il nuovo imperialismo d’altra parte “non agisce per conquista ma per intermittenza, entra e esce dalla scena del caos secondo le urgenze e le convenienze, neutralizza e controlla, sperimenta una nuova sovranità da remoto e non gli interessa il governo centrale: gli interessa il governo dei cieli, delle catene energetiche, delle reti, delle comunicazioni. E a questo fine la guerra è più utile del negoziato”.
Il quotidiano economico “Il Sole 24 ore” spiega la visione internazionale di Trump citando uno dei più ascoltati consiglieri del presidente americano, Stefen Miller, per il quale – scrive – “la politica estera (americana, ndr) è tornata finalmente ‘ai suoi fondamenti realistici’, dove conta solamente il potere ‘brutale’ della forza militare”.
Per Trump, secondo Miller citato dal “Sole”, “la politica sono i media. I media che veicolano la sua immagine ed esaltano il suo ego. Non solo, la sua politica è anche estrattiva, se non estorsiva. Trump si muove sempre sulla base di convenienze economiche. Nel bombardamento dell’ Iran non ci sono in gioco principi umanitari. (…) In Iran, come in Venezuela, vi sono in gioco gli interessi petroliferi di cui lui e il suo gruppo di amici vogliono avvantaggiarsi. (…). L’ America di Trump si comporta come un rogue state, come uno stato canaglia”.
Davanti a tutto questo, per “La Stampa”, “dobbiamo rivendicare con forza i nostri principi. L’Europa, una specie di oasi in questo sconquasso generale, deve ribadire il suo diritto ad essere diversa. Gli accordi sempre più stretti tra Francia e Gran Bretagna, Germania e Polonia, dimostrano che ripartire senza lasciare che sia la legge del più forte a dettare la nostra agenda, è possibile. E’ il momento di scegliere”. E – si chiede -: “L’Italia da che parte sta?”



