Attacco all’Iran. Primi pensieri

(Marco Emanuele) 

Atteso, l’attacco all’Iran (regime certamente da condannare), da parte di Israele con la partecipazione degli USA, è arrivato. Capiremo meglio le dinamiche. Le notizie si rincorrono ma alcune parole vanno dette.

L’insoddisfazione espressa dal presidente americano sull’evoluzione dei colloqui in corso con Teheran, le pressioni di Israele, la ‘fuga’ dalle ambasciate straniere nella capitale iraniana e la potenza militare schierata da Washington erano segnali evidenti.

Ci limitiamo a considerare che, ancora una volta, una delle zone più sensibili e martoriate del mondo è sottoposta all’ennesimo attacco, si trova immerso nell’ennesima guerra. La possibile deflagrazione più ampia non è tema lontano.

Il tema che sottolineiamo, al di là delle analisi che giustamente si sprecheranno, riguarda i popoli, quelli che chiedono libertà, pace e sicurezza da sempre. Gli equilibri geostrategici si muovono in maniera crescente oltre le comunità umane, pur mettendone seriamente in pericolo la stessa esistenza. Tutti i popoli dell’area hanno diritto a vivere degnamente, nel rispetto della loro auto-determinazione e auto-realizzazione, insieme: le classi dirigenti dell’area e fuori, in dialoghi fragili, mostrano irresponsabilità sempre più insostenibile.

 

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