11 settembre, l’orrore ma anche le origini di una pace ormai lontana

L’11 settembre entra ancora come una spada nel cuore a segnare il dolore per quelle vite spezzate nelle Torri Gemelle.

Quel giorno di orrore ha distinto un prima e un dopo. Lo è stato per noi che ricordiamo quelle ore, vivendo il dolore in diretta nelle redazioni del giornale e nella incredulità per quell’attacco all’America.

Nelle Torri Gemelle c’era ognuno di noi, insieme agli Stati Uniti, che erano il bersaglio diretto: ma l’attacco era diretto anche contro quell’Occidente a guida statunitense e a quel modello socio-economico ‘neoliberale’ che era il motore di una globalizzazione economica e culturale che, dopo il crollo del muro di Berlino, sembrava non avere più ostacoli.

Mentre crollavano le Torri, crollava anche l’illusione di un mondo pacificato. Non è stato solo un’azione di forza di Al-Qaeda, era l’interrogativo di come saremmo diventati dopo.

Non era solo ‘scontro di civiltà’ – noi contro di loro, “the West” contro “the rest” – che ha prevalso negli anni successivi e che ha prodotto reazioni e ritorsioni a catena. Era l’inizio di nuove radicalizzazioni e di un’America colpita in cerca di una nuova storia.

Al di là dell’ orrore, l’11 settembre inevitabilmente segnava nuovi confini, creava conseguenze profonde nella storia che sarebbe giunta dopo, spezzava l’utopia della pacificazione e si entrava nella regressione di una idea di pace. Inevitabilmente – come come scrive lo storico esperto di relazioni internazionali degli USA Marco Marian – l’attacco ‘preparava a quei processi che avrebbero accelerato l’indebolimento della democrazia americana’.

Con l’11 settembre finiva anche quell’ordine internazionale imperniato sulla leadership degli Stati Uniti . E ancora: ‘Finiva un’era: quella degli anni Novanta, segnata dal trionfalismo e dal diffuso ottimismo occidentale’.

La prima conseguenza fu la guerra al terrorismo islamista: Afghanistan, Iraq e la necessità di innescare politiche forti e maggiormente difensive, insieme a nuovi sistemi di sorveglianza. Nonostante la solidarietà internazionale, l’America cominciava a sentirsi sola e minacciata.

E c’è molto di tutto questo nelle ragioni dell’ America First.

L’America, ferita l’11 settembre, cambiava anche con una caccia al nemico interno, spesso interpretato in termini religiosi e razziali, e un modello bianco si delineava sempre di più come uno scudo securizzante.

Il resto è quello che stiamo vedendo.

Marzia Giglioli

 

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