Quando l’India ha firmato un accordo di cooperazione spaziale con le Seychelles alla fine di giugno 2026, la notizia è passata quasi inosservata al di fuori degli ambienti diplomatici. Annunciato durante un incontro tra il Primo Ministro Narendra Modi e il Presidente Patrick Herminie nella capitale delle Seychelles, Victoria, il patto riguarda l’osservazione oceanica, la scienza marina e la gestione costiera. Di per sé, sembra un normale accordo tecnico. Tuttavia, se considerato nel contesto di un decennio di iniziative simili, rivela una delle trasformazioni più silenziose della politica estera indiana. Lo spazio è diventato uno degli strumenti diplomatici più efficaci e duraturi dell’India.
Il modello per questo sviluppo è stato definito nel maggio 2017, quando l’India ha lanciato il South Asia Satellite, un satellite geostazionario per le comunicazioni che offre servizi di telemedicina, teleistruzione, gestione delle emergenze e radiodiffusione in tutta la regione. Modi aveva proposto il progetto tre anni prima, descrivendolo come il “dono” dell’India ai suoi vicini, richiamando il concetto di Vasudhaiva Kutumbakam (il mondo come un’unica famiglia). Bhutan, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Maldive e Afghanistan hanno aderito all’iniziativa, mentre il Pakistan si è ritirato, rifiutando il progetto in quanto considerato un regalo indiano piuttosto che un’iniziativa congiunta dell’Associazione dell’Asia meridionale per la cooperazione regionale (SAARC).
Nel gennaio 2019, l’India ha annunciato l’intenzione di costruire cinque stazioni di terra in Bangladesh, Bhutan, Nepal, Sri Lanka e Maldive, nell’ambito di una più ampia strategia per contrastare l’influenza regionale della Cina. Negli anni successivi, l’India ha costruito una stazione di terra in Bhutan, ha avviato progetti simili nelle Fiji e in Vietnam, ha intensificato la cooperazione spaziale con Australia, Giappone e Stati Uniti e ha lanciato un dialogo spaziale formale con l’Unione Europea nel novembre 2025. All’inizio del 2024, Nuova Delhi aveva firmato accordi di cooperazione spaziale con 61 paesi e cinque organizzazioni multilaterali.
Le Seychelles sono solo l’ultima aggiunta a una lista in continua crescita, che segue sostanzialmente lo stesso modello di servizi satellitari offerti a condizioni vantaggiose.
India’s quiet space diplomacy | Lowy Institute
(Arijit Mazumdar – Lowy The Interpreter)
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