Gli Occidenti nella metaformosi del mondo

(Marco Emanuele – Consigliere della SIOI per l’Innovazione)

Corpo senz’anima: così Ezio Mauro, su la Repubblica del 12 luglio (‘La Nato senza Occidente’), descrive l’Alleanza Atlantica dopo il vertice di Ankara.

Nel cambiare stato (metamorfosi), il mondo si trova sempre di più a navigare in una tempesta d’imprevedibilità. Difficile trovare la direzione perché, non solo in ambito Nato, il timone della nave che chiamiamo storia – conteso da molti – rischia di non essere governato.

In un mondo così diviso, imperanti le crisi di leadership e di governance, i summit rischiano di limitarsi a salvare l’aspetto (e l’assetto) formale senza ben poca sostanza strategica: se, come notavamo, la Nato è uno dei pilastri di un Occidente che oggi mostra tutti i suoi limiti, l’assenza di anima pesa come un macigno sul destino dell’Alleanza. Al di là delle forme, dovremmo cominciare a farci delle domande.

Il tema vero non è come si ridistribuiranno i rapporti di forza all’interno dell’Alleanza: non è da oggi, infatti, che Washington chiede all’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa e sicurezza. L’anima che manca è rappresentata dall’idea stessa di Occidente.

Sarebbe meglio, perché la ricerca strategica acquisti realismo, ragionare di Occidenti. Mentre le (più o meno) piccole patrie cercano di guadagnare un posto al centro della scena, val bene ricordare che ciò che progressivamente frantuma l’idea di Occidente è la continua de-generazione dell’esperienza democratica (è dalle nostre parti, infatti, che vive l’idea di ‘democrazia illiberale’). Cause endogene ed esogene sono concomitanti.

Tale de-generazione si accompagna alle crescenti minacce che, non da oggi, ci attraversano. La democrazia liberale, negli ultimi decenni, ha mancato di auto-critica, auto-ingannandosi nella sua presunta auto-sufficienza strategica. In un mondo in metamorfosi, decisive le grandi trasformazioni in atto, i protagonisti dell’Occidente si sono progressivamente divisi in cerca dell’impossibile rilevanza di ciascuno in assenza di un ripensamento di visioni storiche il più possibile comuni. Ciascuno ha fatto il proprio gioco e, in questa fase, le alleanze occidentali nascondono evidenti divergenze strategiche. Per questo sosteniamo che sia fuorviante parlare di Occidente in un mondo in metamorfosi e sempre più imprevedibile.

Gli Occidenti hanno ceduto alle sirene del multipolarismo, indebolendo un quadro multilaterale che è rimasto senz’anima. Se i rapporti di forza esistono e vanno governati, la rinuncia al ripensamento di una visione storica multilaterale (a partire dal funzionamento delle organizzazioni internazionali e regionali) ha esacerbato e radicalizzato i rapporti di forza portando il mondo in una incontrollabile legge della giungla.

La riflessione sugli Occidenti continua ma occorre introdurre un ulteriore elemento: corpi senz’anima, la Nato e – più in generale – le organizzazioni multilaterali si collocano nel pieno di una metamorfosi del potere. Con il consolidamento di soggetti come le Big Tech, nuove questioni s’impongono: si riscrivono le sfere d’influenza in un potere la cui natura e le cui forme sono ben diverse dal potere che riguardava l’ordine mondiale che conoscevamo e che è definitivamente tramontato.

Ezio Mauro, al termine del suo articolo, invitava ad aprire gli occhi: ci associamo, nella consapevolezza che servano nuove responsabilità al di là dell’immanenza. Il futuro è già presente e serve ricostruire il quadro multilaterale secondo paradigmi innovativi: tentare di restaurare sarebbe un errore fatale.

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