(Maria Eva Pedrerol)
Donald Trump, in poche ore, è passato dalle critiche durissime alle lodi alla Spagna. Al Vertice Nato ad Ankara, gli attacchi del presidente Usa agli alleati hanno registrato un tono ancora più duro rivolto a Madrid e agli spagnoli. Poi, a fine giornata, il capo della Casa Bianca ha finito per affermare che la Spagna ‘si è redenta completamente’ dopo che il Governo di Madrid ha accettato una ‘importante richiesta di pagamento’ da parte dell’Alleanza Atlantica. Un gesto che è stato molto apprezzato: ‘Devo dire – ha affermato Trump parlando dall’ Air Force One di ritorno a Washington – che ho avuto problemi con la Spagna e ancora li ho’, ma ‘la Spagna è stata molto generosa oggi’.
Un cambio di passo dopo che. nel corso del vertice Nato, il presidente Usa aveva minacciato addirittura di voler tagliare i ‘rapporti commerciali con il Paese iberico e ha chiamato gli spagnoli ‘cattiva gente’. Mentre il premier Sanchez ha scelto la calma e ha preferito non rispondere, anzi ha detto che dopo il vertice lui e Trump hanno parlato di calcio e golf, come se niente fosse.
‘Dopo la conferenza stampa – ha dichiarato Sánchez ai giornalisti – abbiamo parlato del Mondiale. E’ stata una conversazione colloquiale, non c’è stata nessuna tensione, tutto è stato gentile’. Il premier spagnolo ha cercato di far capire che quelle di Trump sono parole che non avranno conseguenze, perché la realtà è molto diversa. Il leader di Madrid ha anche ribadito che la Spagna mantiene i suoi impegni con l’Alleanza Atlantica e ha confermato che parteciperà all’operazione in Finlandia per difendere l’Atlantico e l’Artico, precisando che il suo Paese ”ha fatto uno sforzo straordinario”, essendo ‘il terzo Paese della Nato che più ha aumentato il suo investimento per la fifesa’.
I nuovi attacchi di Trump erano stati davvero durissimi. ‘E’ una causa persa’, aveva detto il presidente Usa, ‘sono cattive persone’ e ha minacciato di tagliare tutto il commercio: ‘Non vogliamo più fare nessun tipo di affare con la Spagna’, aveva insistito, incalzando: ‘è un pessimo socio nella Nato. Non partecipano, non pagano’.
Sul fronte diomatico, sia Sanchez sia la stessa delegazione spagnola erano arrivati ad Ankara preparati ad eventuali nuove bordate trumpiane. Fonti del Governo di Madrid, riportate dalla stampa spagnola, avevano parallelamente sottolineano come la Spagna ‘mantiene un magnifico rapporto sociale, culturale ed economico con gli Usa, e non è nostra intenzione che ciò cambi’ . Le fonti governative inoltre avevano voluto ricordare a Trump che le competenze sul commercio spettano all’Unione Europea. E su questo ha risposto anche la Commissione Europea, attraverso un portavoce: ‘Sempre verrà garantito che gli interessi dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri siano protetti completamente’. Per gettare acqua sul fuoco, lo stesso segretario generale della Nato Mark Rutte ha ricordato a Trump che la Spagna ora paga di più. ‘Lei è riuscito – ha affermato Rutte con una battuta – a fare in modo che la Spagna paghi il 2% (del Pil) per la difesa, sottolineando come gli spagnoli ‘hanno compiuto un grande passo’.
Ad Ankara si è ripetuto un copione già visto, e come l’anno scorso, quando Trump aveva minacciato Madrid con ‘dazi terribili’, anche questa volta tutto è rientrato.



