Marzia Giglioli
E’ il vertice NATO più difficile nella storia degli alleati quello che inizia oggi ad Ankara e che qualcuno definisce di ‘quasi amici’. Trump ha già lanciato i suoi messaggi e le risposte dovranno essere conseguenti con un cambiamento che non può che preludere ad una nuova Alleanza.
La difesa e i nuovi equilibri strategici sono i temi centrali del summit che vede, da una parte, gli europei che dovranno dimostrare di aver incrementato gli investimenti mentre, dall’altra parte, gli USA che continuano nel pressing e nel voler trasferire all’Europa sempre più responsabilità operative. Il clima politico è teso e Trump aggiunge tensione con alcuni governi (anche con il nuovo attacco alla premier Meloni).
Ma, al di là delle stoccate, sul tavolo ci sono questioni sostanziali.
Secondo una fonte citata dall’Ansa, ad Ankara nascerà – o piuttosto deve nascere – una nuova NATO. I Paesi candidati a primeggiare nel nuovo corso sono senz’altro due: la Germania, che intende arrivare al 3,5% della difesa già nel 2029, con uno sforzo di bilancio mostruoso e nessuno, in Europa, ha una potenza economica simile. E poi c’è la Polonia che, pur con le debite proporzioni, è l’altro ‘astro nascente’ della sicurezza continentale, che tende ad affiancare i leader tradizionali come Francia e Gran Bretagna. Con l’Italia, il formato E5 potrebbe essere il direttorio di questa nuova NATO. Berlino, a quanto apprende l’Ansa, vorrebbe la sponda dell’Italia per controbilanciare Parigi. Inoltre, un ruolo sempre maggiore lo avrà l’Ucraina e a Kiev verrà non a caso riconosciuto il ruolo di ‘fornitore di sicurezza’ all’Europa. Basta vedere quanto l’industria della difesa ucraina stia diventando sempre più centrale nelle strategie di riarmo europee. E Kiev lo sa e gioca le sue carte.
Oggi i leader dei 32 Paesi alleati devono ridefinire le strategie della difesa collettiva. Al centro del summit i nuovi stanziamenti per Kiev e gli attesi faccia a faccia diplomatici.
Intanto, fonti della NATO rendono noto che ‘al Forum Difesa sono stati siglati contratti per oltre 50 miliardi’. Ma soprattutto si cerca di convincere Trump che gli stati europei membri della NATO stanno effettivamente rafforzando la base industriale della difesa.



