(Redazione/MG)
“Un’Europa più forte in una Nato più forte”.
È il motto contenuto nella dichiarazione finale approvata dai 32 ambasciatori alleati e, a ben vedere, il senso del vertice di Ankara sta tutto qui. Tener fede alle promesse dell’anno scorso, far vedere agli USA e a Donald Trump che il vecchio mondo sta tracciando percorsi “credibili” verso il famoso 5% di Pil per il settore difesa.
Ma alla vigilia del vertice il presidente americano manda un nuovo attacco alla premier italiana Giorgia Meloni: in un post su Truth pubblica un fotomontaggio che ritrae lui e Meloni, accompagnato dalla scritta “Serve un ordine restrittivo”.
Il segretario generale Mark Rutte (e gli sherpa) hanno fatto il possibile per costruire un summit a prova di Trump, scrive l’Ansa, ma l’apprensione è palpabile perché se il tycoon deraglierà si potrebbe entrare in una fase che alcuni, alla Nato, non esitano a definire “pericolosa”.
A poche ore dall’inizio del vertice già si percepisce che le parole di Trump preparino a un aspro confronto.



