Russia-Ucraina. A Londra la diplomazia rilancia cinque punti. Intanto la guerra cambia e si allarga

(Marzia Giglioli)

Starmer, Merz e Macron ricevono Zelensky a Londra ed elaborano un piano in 5 punti.

I leader europei sostengono la richiesta di Zelensky di avviare negoziati diretti con Putin e fissano un piano sintetico: cessazione delle ostilità, rispetto del diritto dell’Ucraina a scegliere le proprie alleanze, garanzie di sicurezza vincolanti, forza multinazionale, congelamento dei beni russi e tutela della sicurezza europea e Nato.

Intanto, sul campo si registra una pioggia di droni su entrambi i fronti e la ‘faccia’ della guerra cambia di settimana in settimana. In particolare, due notizie arrivate dall’Ucraina nello spazio di pochi giorni sembrano riscrivere le regole del conflitto, notano alcuni osservatori. Nel territorio ucraino, il conflitto non solo si è cronicizzato, ma sembra aver offerto terreno fertile per trasformare alcune delle dinamiche della guerra convenzionale: l”Ucraina è sempre più un laboratorio cruciale. E’ qui che si inizia a capire come le trasformazioni tecnologiche stiano cambiando le dinamiche e i punti di riferimento.

Si è ormai a un step della guerra senza soldati che in Ucraina trova il proprio laboratorio globale. E trova anche una nuova fisionomia perché
“i robot non sanguinano”. Non c’è una spiegazione univoca del perché Kiev stia dispiegando sempre più robot sul campo di battaglia. Sul fronte aereo certo, come è noto da tempo – scrive Wired -, ma ora con maggior insistenza anche su quello marittimo e soprattutto terrestre. C’è sicuramente – alla base di tutto – il tema drammatico dell’impiego di uomini e delle perdite conseguenti e c’è la scarsità di soldati in forza all’esercito ucraino dopo oltre 4 anni di guerra. Prende sempre più corpo il fatto che sia meglio gettare metallo che persone sul campo.

Ma a questo si aggiunge una lettura più strutturale. Samuel Bendett, esperto di tecnologia militare, osserva che “i sistemi senza equipaggio non stanno sostituendo i soldati, ma stanno ridisegnando dove e come il rischio viene assunto lungo la catena di combattimento. Una parte crescente dell’esposizione non è più in trincea, ma nei nodi di comando, nelle comunicazioni e nei sistemi di coordinamento che rendono possibile l’impiego dei droni”.

Ridurre l’esposizione dei soldati al conflitto diretto è qualcosa che il governo di Kiev deve tenere in considerazione per non perdere il contatto con una popolazione sempre più fiaccata. A inizio 2026 Zelensky aveva dichiarato che i sistemi senza soldati erano responsabili di “oltre l’80 per cento degli attacchi riusciti”, un dato da cui le valutazioni indipendenti non si discostano molto. Ciò che le analisi del Center for Strategic and International Studies e dell’Institute for the Study of War però sottolineano è che i droni non eliminano di per sé la presenza dei militari, ma ne riorganizzano i compiti allontanandoli in alcuni casi dal fronte.

Nasce così una nuova tattica che non ha nulla a che vedere con il passato e che scommette su un futuro dagli esiti del tutto sperimentali. Mentre la diplomazia fa fatica a seguire gli eventi.

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