(Marzia Giglioli)
Bisogna trovare una cucitura e l’UE scende in campo per una mediazione tra Roma e Madrid che metta fine alle tensioni.
Il commissario UE Brunner chiama i ministri dell’Interno dei due Paesi e fa sapere che ci sono ‘segnali per rimuovere presto le misure’. Ma certamente il clima è duro e resta anche da vedere l’evoluzione che può prendere Ceuta (con un possibile nuovo esodo, come alcuni anticipano, per queste settimane).
Lo scontro tra Madrid e Roma c’e’ e ‘si vede’ ancora di più con i controlli per chi arriva dall’Italia e le verifiche a campione della polizia spagnola in vigore dalla mezzanotte. La mossa è stata annunciata ieri dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta.
Bruxelles punta intanto a una mediazione veloce e fa sapere che ‘la fiducia tra gli Stati è la risorsa più preziosa’.
Ma per ora è muro contro muro tra Spagna e l’Italia e si materializza nel controllo alle frontiere che scopre le disunioni dentro l’UE.
Ed è una barriera fatta di controlli incrociati in porti e aeroporti ai danni di migliaia di viaggiatori.
La Farnesina ha rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici ai connazionali che dovessero riscontrare problemi in Spagna o in viaggio, anche se la situazione nei principali aeroporti spagnoli non sembra al momento aver subito gravi conseguenze
Ma non è certo questo il punto.
La reciproca mossa, volta a controllare cittadini di Paesi terzi, rappresenta una ferita profonda nell’unità dell’Europa, nonostante le dichiarazioni ufficiali che l’immigrazione illegale sia una ‘sfida comune da affrontare insieme’ e non un terreno di battaglia tra capitali di colore politico diverso. ‘La fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa’, ha ricordato il commissario UE agli Affari Interni, Magnus Brunner, in una telefonata ai ministri dell’Interno spagnolo e italiano, Fernando Grande-Marlaska e Matteo Piantedosi. ‘Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei’, ha provato a stemperare Bruxelles: l’importante, e lo si capisce, è evitare la disgregazione dell’accordo di Schengen, puntando su maggiori controlli alle frontiere esterne, Ceuta compresa.



