Fonti: Atlantic Council; Defense News; DigWatch; Microsoft; Politico; RFE/RL; The Jamestown Foundation; The Soufan Center
Iran
(RFE/RL) Per decenni, il potere in Iran è stato centralizzato nelle mani di un solo uomo: la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Ma dalla sua uccisione all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, il processo decisionale a Teheran si è progressivamente decentralizzato, affermano gli esperti. Mojtaba Khamenei non è stato visto in pubblico da quando è succeduto al padre all’inizio di marzo. In sua assenza, un gruppo di alti funzionari iraniani ha di fatto gestito il paese. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), attore politico dominante, è ora diventato la forza decisiva in Iran. Riformisti e moderati sono stati relegati ai margini della politica, portando a un sistema più intransigente e ideologicamente rigido. Centri di potere e figure chiave sono emersi in quella che alcuni osservatori definiscono la Repubblica Islamica 3.0. Sebbene molte di queste figure siano allineate sulle principali politiche, sono emerse alcune fratture. – The Islamic Republic 3.0: Who Holds Power In Iran?
Guerra in Iran e Paesi del Golfo
(The Soufan Center) La guerra con l’Iran ha acuito le divergenze tra l’Arabia Saudita, favorevole a un compromesso con l’Iran e gli attori regionali sostenuti dall’Iran, e gli Emirati Arabi Uniti (EAU), che ritengono che il confronto militare con l’Iran e i suoi alleati possa produrre un cambiamento trasformativo. La maggior parte degli stati arabi del Golfo sta seguendo l’esempio dell’Arabia Saudita, promuovendo la de-escalation e la concessione di alcuni interessi a Teheran. L’Iran ha preso di mira gli EAU più di qualsiasi altro stato della regione, ma così facendo ha spinto gli EAU verso una stretta collaborazione con gli Stati Uniti e Israele. Tutti gli stati del Golfo temono che un conflitto prolungato possa ostacolare, se non addirittura compromettere del tutto, i loro programmi di diversificazione economica, che dipendono dall’espansione di settori industriali al di là di quello energetico. – Iran War Widens Gulf State Fissures – The Soufan Center
US – Africa
(Atlantic Council) Il modello di partenariato del Comando degli Stati Uniti (USAFC) in Africa ha prodotto alcuni risultati positivi in termini di sicurezza, tra cui la cooperazione tra le forze libiche rivali. I gruppi terroristici legati ad al-Qaeda e all’ISIS si stanno espandendo in tutta l’Africa, e Russia e Cina stanno sfruttando l’instabilità nel continente per accrescere la propria influenza. Un maggiore investimento statunitense nella sicurezza africana può contribuire a proteggere il territorio americano dal terrorismo e a contrastare l’influenza russa e cinese in Africa. – Dispatch from Libya: Why the US needs a renewed counterterrorism commitment in Africa – Atlantic Council
Russia
(The Jamestown Foundation) La piattaforma russa indipendente di giornalismo investigativo Important Stories ha pubblicato il 4 maggio un rapporto sulla crescente spaccatura tra le élite del Cremlino. La Russia si trova probabilmente ad affrontare due scenari sovrapposti per il suo futuro. Le forze di sicurezza fedeli potrebbero consolidarsi in un blocco repressivo, oppure l’ordine attuale potrebbe collassare sistemicamente, ricordando i tempi dei Torbidi sotto Ivan il Terribile. Una “nuova oprichnina”, in cui le forze armate fedeli imporrebbero l’autorità del presidente russo Vladimir Putin attraverso un’escalation di repressione e violenza contro le élite percepite come sleali, potrebbe sconvolgere l’equilibrio tra le fazioni dell’élite e rendere Putin sempre più dipendente dal suo apparato di sicurezza. – Vladimir Putin Creating ‘New Oprichnina’ – Jamestown
Georgia
(The Jamestown Foundation) La Chiesa ortodossa georgiana (GOC) ha eletto il metropolita Shio (Mujiri) come Patriarca tra accuse di interferenze da parte di Sogno Georgiano, procedure poco trasparenti e influenze russe. Ciò ha intensificato la polarizzazione interna e sollevato preoccupazioni circa l’indipendenza istituzionale e la neutralità politica del Patriarcato. Il background teologico russo di Shio III, i suoi legami di lunga data con l’uomo d’affari filo-Cremlino Levan Vasadze e le congratulazioni del Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill hanno alimentato i sospetti che Mosca cerchi di preservare la propria influenza sugli affari della GOC. Il controverso processo elettorale ha messo in luce le divisioni interne alla GOC, con critici che denunciano manipolazioni nella selezione dei candidati, pressioni governative sui vescovi e insufficiente trasparenza. – Georgian Patriarch Election Fuels Kremlin Interference Claims – Jamestown
Questioni di difesa
(Defense News) Israele svilupperà un sistema per estendere l’autonomia dei suoi caccia F-35I “Adir”, come annunciato il 14 maggio dal Ministero della Difesa israeliano. Le autorità non hanno specificato l’autonomia prevista per il velivolo aggiornato. L’F-35A, il modello su cui si basa la versione israeliana, ha attualmente un’autonomia di 1.200 miglia (2.220 chilometri), come indicato sul sito web del produttore. – Israel to extend F-35I range amid war with Iran
(Defense News) U.S. shipbuilder Davie Defense Inc. announced on Wednesday that it has finalized its contract with the U.S. Coast Guard to build and deliver five Arctic Security Cutters. The contract, first announced mid-February, will bring the total amount of cutters being manufactured to 11 to meet President Donald Trump’s executive orders to expand the icebreaker fleet, Military Times previously reported. – Contractor awarded $3.5 billion to build out US Coast Guard’s Arctic Security Cutters fleet
(Defense News) La flotta di MQ-9 Reaper dell’aeronautica militare statunitense si è ridotta a circa 135 velivoli a causa delle perdite subite in combattimento durante l’Operazione Epic Fury, che ha colpito il velivolo a pilotaggio remoto più utilizzato del servizio. Lo ha riferito martedì ai senatori il vice capo di stato maggiore per la pianificazione e i programmi. Il tenente generale David Tabor ha dichiarato alla sottocommissione per le forze armate del Senato sull’aviazione e la difesa che la flotta è “ancora in grado di adempiere al nostro contratto di 56 linee di combattimento in tutto il mondo” nonostante le perdite, e che l’aeronautica sta cercando di ricostituire l’inventario e di schierare un sostituto più economico e più facilmente sostituibile. Le 56 linee di combattimento rappresentano le orbite di intelligence, sorveglianza e ricognizione che l’aeronautica mantiene 24 ore su 24 per i comandanti operativi in tutto il mondo. – Air Force MQ-9 fleet drops to 135 aircraft after Iran combat losses
(Defense News) Martedì, i vertici delle forze speciali statunitensi hanno espresso frustrazione per gli accordi di riservatezza stipulati dai produttori, che impediscono loro di aggiornare rapidamente le attrezzature militari. Il problema è particolarmente grave per i sistemi senza pilota, hanno affermato, poiché la tecnologia si evolve molto più velocemente della capacità del Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti di modificare i propri droni. – US special operations leaders frustrated by inability to modify their own equipment
(Politico) L’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, ha criticato la Germania dopo che un alto funzionario di Berlino ha affermato che il Paese non intende assegnare contratti militari al gigante statunitense dell’analisi dei dati Palantir. Il ministro tedesco per il Digitale, Karsten Wildberger, ha dichiarato a POLITICO di volere a lungo termine un’alternativa europea all’azienda americana. In un’intervista a Bild, Karp si è detto sorpreso dalla posizione della Bundeswehr e ha sostenuto l’ampia diffusione delle tecnologie di difesa della sua azienda. “Ogni campo di battaglia importante al mondo utilizza componenti di Palantir. C’è un motivo”, ha affermato. – Palantir CEO says Berlin’s distrust of battlefield software is misplaced – POLITICO
Cybersicurezza e sorveglianza
(DigWatch) Una nuova analisi del World Economic Forum sostiene che le carenze di coordinamento lungo le catene di fornitura tecnologiche globali potrebbero rallentare la transizione verso una sicurezza informatica a prova di computer quantistici, nonostante la crescente pressione da parte di governi, autorità di regolamentazione e grandi aziende tecnologiche per accelerare l’adozione della crittografia post-quantistica (PQC). L’articolo evidenzia come la migrazione verso una sicurezza a prova di computer quantistici sia passata dalla pianificazione a lungo termine all’implementazione attiva dopo che il National Institute of Standards and Technology ha finalizzato i suoi primi standard PQC nel 2024. Il National Cyber Security Centre del Regno Unito ha già fissato obiettivi di migrazione graduale che si estendono fino al 2035, mentre Google ha indicato il 2029 come termine ultimo per alcune parti della propria roadmap di transizione. – WEF report highlights supply chain risks in quantum-safe cybersecurity transition | Digital Watch Observatory
Geostrategie tecnologiche
(Microsoft) L’ultimo rapporto di Microsoft sulla diffusione dell’IA per il primo trimestre del 2026 mostra che l’Irlanda rimane uno dei principali mercati globali per l’adozione dell’IA, con il 48,4% della popolazione in età lavorativa che utilizza l’intelligenza artificiale, un aumento di 3,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. L’Irlanda si posiziona al quarto posto a livello internazionale, in linea con altri Paesi europei con ottime performance. Se il tasso attuale dovesse mantenersi anche nel prossimo trimestre, si prevede che l’Irlanda supererà la soglia del 50% e potrebbe superare la Norvegia, che attualmente si trova al terzo posto a livello globale per l’adozione dell’IA. – Ireland remains a top global market for AI adoption – Source EMEA
(DigWatch) La Cina ha lanciato una piattaforma globale di servizi per l’istruzione basata sull’intelligenza artificiale per ampliare l’accesso transfrontaliero alle risorse di apprendimento digitale e supportare l’integrazione dell’IA nell’istruzione. L’iniziativa è stata annunciata durante la Conferenza mondiale sull’istruzione digitale del 2026 a Hangzhou e fa parte di un più ampio aggiornamento di Smart Education of China, una piattaforma di istruzione digitale ora accessibile in circa 220 paesi e regioni. – China expands AI education strategy through global learning platform | Digital Watch Observatory
Riflessioni:
Argentina: la stella appannata di Javier Milei di Maria Eva Pedrerol
Hormuz, la crisi ‘sospesa’ tra Usa e Cina di Marzia Giglioli
Cina: la strategia del “Tianxia” per riscrivere la cognizione occidentale di David Haznedari
A via il G2 Trump-Xi Jinping, l’Europa sta a guardare di Marzia Giglioli
SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – Un’idea del futuro per migliorare il presente
Aggiornamenti e approfondimenti in The Global Eye | Lab-Think Tank On Complexity
(a cura di Marco Emanuele)



