Washington e i dazi all’ Europa: chi perde e chi vince

(Marzia Giglioli) 

Washington colpisce l’automotive europea con nuovi dazi che si abbattono su auto e camion e che passano al 25%. Volkswagen e Mercedes sono sicuramente tra i più colpiti avendo percentuali di importazione negli USA molto elevate (rispettivamente 80% e 63%). Per Stellantis, il 45% delle auto vendute in America risulta importato.

Per ora a “vincere” sono solo i produttori con un’ alta percentuale di produzione locale, come Tesla, che produce in California e Texas.

I nuovi dazi possono considerarsi come il secondo atto del ‘Liberation Day’, annunciato da Trump nell’aprile 2025 per scandire i nuovi rapporti con i paesi del mondo e rimettere in campo ‘la reciprocità’.

Il progetto in pratica è sempre lo stesso, anche se adesso prende la fisionomia della ‘ritorsione’ per il mancato appoggio alla guerra in Iran.
L’Europa ora dovrà decidere quale politica adottare.

Finora l’UE si e’ astenuta dal porre contro-dazi che potrebbero dar vita a una guerra commerciale in cui tutti perdono. Ma a tutto c’è un limite. E bisognerà individuarlo.

Intanto, i nuovi dazi al Vecchio Continente, fanno intravedere un ulteriore ‘regalo’ alla Cina che, se anche colpita dai dazi trumpiani e avendo subito un netto calo nell’export verso gli Usa, vede il proprio export automotive a livello globale registrare una crescita nel 2025 del 6,1 % su base annua, facendo raggiungere il valore record di 26.980 miliardi di yuan (3.870 miliardi di dollari USA) consolidando la posizione della Repubblica Popolare Cinese come maggiore potenza commerciale del pianeta.

L’Europa non ha certo le stesse chances.

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