La tregua last minute

(Marzia Giglioli) 

Prima dell’ultimatum, il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, a condizione che la Repubblica islamica accetti l’apertura “immediata” dello Stretto di Hormuz. Il presidente ha affermato di aver ricevuto dall’Iran una proposta di pace “attuabile” in dieci punti sulla quale negoziare e dichiara “abbiamo vinto”.

Nei 10 punti della proposta dell’Iran, l’ arricchimento dell’uranio c’è solo nella versione in farsi (Huffington Post). In lingua inglese, invece, scompare il riferimento al programma nucleare. C’è da rilevare che, nei 10 punti, ci sono comunque alcune condizioni che gli Stati Uniti hanno respinto in passato.

L’appuntamento per le trattative è fissato venerdì a Islamabad, dove sono attesi l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, il genero del presidente Jared Kushner, ma anche il vicepresidente JD Vance. Nel suo messaggio su Truth, Donald Trump scrive che “abbiamo ricevuto dall’iran una proposta in 10 punti, e riteniamo che costituisca una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di contrasto del passato sono già stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e perfezionare l’accordo”. E poi, in un altro messaggio: “Una grande giornata per la pace mondiale! Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz”.

Ora c’è davvero da chiedersi cosa accadrà, il risultato certo e’ sucuramente quello che si torna alla diplomazia e che le bombe tacciono. Per ora è tregua last minute, mentre solo poche ore fa il mondo rimaneva con il fiato sospeso in attesa che gli Usa sferrassero un attacco epocale all’Iran (che, secondo il comandante-in-capo avrebbe spazzato via una civiltà).

Ma non c’e solo l’Iran in questa crisi mediorientale. Teheran e Islamabad hanno affermato che il cessate il fuoco si estende anche al Libano mentre il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato il contrario. Teheran, a sua volta, dichiara “vittoria”, come ha fatto sapere il Consiglio di sicurezza nazionale iraniano: sta di fatto che il transito attraverso Hormuz sarà consentito per due settimane sotto la supervisione delle forze armate del Paese.

Il mondo torna così a respirare, dopo ore drammatiche che hanno visto sommarsi gli appelli alla pace per frenare l’escalation. Ieri anche quello di Papa Leone XIV, “nato a Chicago”, come sottolinea il Washinton Post che ha invitato gli americani “a pregare, ma anche a cercare modi per comunicare. Magari con i membri del Congresso, con le autorità, dicendo che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace”.

Stamattina in Iran la folla festeggia la tregua, Trump avverte che se le trattative non soddisferanno gli Usa “la guerra tornerà”. Intanto le Borse festeggiano e il greggio scende sotto i 100 dollari.

 

 

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