Tutto è pronto alla Casa Bianca dove Donald Trump attenderà i risultati delle midterm nella East Room dove si svolge un ricevimento per seguire la notte elettorale. L’evento sarà a porte chiuse. Nessuno è ammesso, se non i fedelissimi, e sono esclusi i giornalisti. Intanto è boom del voto anticipato con quasi 56 milioni di americani che hanno votato prima dell’apertura delle urne: ciò fa ben sperare i democratici, insieme ai sondaggi che li danno in forte vantaggio.
La conquista della Camera da parte dei liberal è ormai data quasi per scontata, e significativi passi in avanti si registrano anche al Senato. Secondo le rilevazione finale di New York Times-Siena, i candidati democratici sono in vantaggio in tutte le corse che decideranno gli equilibri del Senato, dal Texas che non espugnano dal 1988 al Kansas che hanno conquistato l’ultima volta nel 1932. Il guru dei sondaggi Nate Silver stima che abbiano l’80% di chance di conquistare l’alta Camera e aleggia l’idea di uno “tsunami blu”.
Nonostante lo scandalo in Alaska e le tensioni in Michigan sul candidato Abdul El-Sayed, accusato da Trump di essere dei ‘Fratelli Musulmani’, l’ottimismo fra i liberal è palpabile, così come lo è la speranza di strappare voti decisivi in Stati roccaforte dei repubblicani. La cautela però è d’obbligo di fronte a sondaggi che nelle ultime tornate elettorali si sono rivelati non veritieri e non in grado di cogliere il vero umore degli americani. A giocare a loro favore, secondo gli osservatori, è il fatto che nelle corse più importanti i candidati repubblicani sono molto deboli, come nel caso di Ken Paxton in Texas e di Darline Graham in South Carolina.
Fra i repubblicani, invece, la tensione è elevata. Pur ostentando pubblicamente sicurezza, la resa dei conti dietro le quinte è già iniziata. E tutti scaricano la responsabilità dell’attesa sconfitta sul presidente che, con la guerra in Iran, ha annientato le chance di tenuta del Grand Old Party.
Storicamente il partito del presidente in carica è penalizzato alle midterm, ma in questo caso il timore dei repubblicani non è solo di perdere, ma di essere travolti dall’opposizione.
(Redazione/MG)



