Dall’Ucraina alla competizione sistemica: la guerra come moltiplicatore di instabilità

L’intervento di Volodymyr Zelenskyy all’Assemblea generale delle Nazioni Unite mira a ricollocare la guerra in Ucraina da crisi regionale a problema strategico globale. Il messaggio centrale è che il conflitto non può pià essere valutato soltanto in funzione delle linee del fronte, dei territori occupati o delle perdite sostenute dai belligeranti. La sua progressiva internazionalizzazione, testimoniata anche dall’impiego di forze nordcoreane a sostegno della Russia, rivela la formazione di una rete di cooperazione militare tra attori interessati a indebolire l’ordine internazionale guidato dall’Occidente.

L’insistenza sulle elevate perdite russe a fronte di guadagni territoriali limitati serve a contestare la sostenibilità della strategia di Mosca, ma non implica che il Cremlino sia prossimo a rinunciarvi. Al contrario, la disponibilità a sostenere costi umani ed economici molto alti conferma che la leadership russa considera il controllo politico e territoriale dell’Ucraina una posta strategica superiore alle perdite di breve periodo. Il fattore decisivo non è quindi soltanto la capacità militare, ma la diversa tolleranza temporale dei contendenti: Mosca punta sull’erosione della coesione occidentale, mentre Kyiv cerca di dimostrare che prolungare la guerra sarà più costoso che interromperla.

La richiesta di maggiore pressione sulla Russia risponde alla necessità di impedire che il conflitto venga normalizzato come una guerra di attrito senza soluzione. Per l’Ucraina, il rischio maggiore è che i suoi partner passino dall’obiettivo di ristabilire condizioni favorevoli a Kyiv a quello più limitato di contenere il conflitto. Una simile evoluzione rafforzerebbe la posizione negoziale russa, consoliderebbe l’occupazione dei territori conquistati e offrirebbe ad altri attori revisionisti la prova che l’uso prolungato della forza può produrre vantaggi politici durevoli.

Il coinvolgimento nordcoreano attribuisce alla guerra una dimensione eurasiatica più netta. La cooperazione tra Mosca e Pyongyang consente alla Russia di accedere a personale, munizioni e capacità produttive aggiuntive, mentre la Corea del Nord può ottenere risorse economiche, tecnologie e conoscenze operative. Questo scambio crea conseguenze anche nell’Indo-Pacifico, perchè qualsiasi rafforzamento qualitativo delle capacità nordcoreane incide sulla sicurezza della Corea del Sud e del Giappone e richiede maggiore attenzione da parte degli Stati Uniti. I teatri europeo e asiatico risultano così sempre meno separabili.

L’allarme sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie militari amplia ulteriormente la portata dell’intervento. L’Ucraina è già un laboratorio di guerra contemporanea nel quale droni, sistemi autonomi, guerra elettronica, intelligence distribuita e produzione decentralizzata modificano rapidamente il rapporto tra costo e capacità distruttiva. La diffusione internazionale delle conoscenze acquisite sul campo ridurra le barriere d’accesso a strumenti avanzati e renderà futuri conflitti più veloci, opachi e difficili da controllare. Il tempo necessario per costruire regole internazionali efficaci potrebbe essere maggiore di quello richiesto per trasferire e adattare tali tecnologie.

Sul piano diplomatico, Zelenskyy cerca dunque di trasformare il sostegno all’Ucraina in una forma di prevenzione sistemica. L’argomento è che la pressione su Mosca non serva soltanto a difendere uno Stato aggredito, ma anche a limitare la proliferazione di modelli coercitivi, alleanze militari opportunistiche e tecnologie destabilizzanti. La difficoltà consiste nel tradurre questa rappresentazione in una coalizione più ampia di quella euro-atlantica, poichè molti Paesi non occidentali continuano a leggere la guerra soprattutto attraverso gli effetti su energia, alimentazione, debito e autonomia strategica.

La traiettoria più probabile resta pertanto quella di un conflitto prolungato e sempre più connesso ad altri dossier globali. Senza un cambiamento significativo nel calcolo dei costi di Mosca o nella capacità dell’Ucraina e dei suoi partner di modificare gli equilibri sul terreno, la guerra continuerà a funzionare come un moltiplicatore di competizione tra potenze. La posta non riguarda soltanto il futuro dell’Ucraina, ma la credibilità della deterrenza occidentale, il grado di coordinamento tra Russia e Corea del Nord e la velocità con cui la trasformazione tecnologica della guerra si diffonderà nel sistema internazionale.

Fonte: UN News – Zelenskyy urges stronger pressure on Russia, warns war’s impact is spreading beyond Ukraine

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