Libano, la scommessa di Aoun: intesa di sicurezza con Israele e disarmo negoziato di Hezbollah

Il presidente libanese Joseph Aoun propone una sequenza politica tanto ambiziosa quanto fragile: ritiro israeliano dal Libano meridionale, accordo di sicurezza con Israele, dispiegamento dell’esercito nazionale lungo il confine e disarmo di Hezbollah senza uno scontro interno. Non si parla ancora di pace, ma del tentativo di chiudere lo stato di ostilità attraverso una fase intermedia e negoziata.

Aoun considera il negoziato una scelta obbligata, perché l’alternativa sarebbe una guerra insostenibile per il Libano. L’eventuale accordo dovrebbe garantire il controllo statale della frontiera e potrebbe, nel tempo, preparare un’intesa politica più ampia. La condizione preliminare indicata da Beirut resta tuttavia il ritiro israeliano dalle aree meridionali ancora occupate.

Il secondo pilastro della strategia riguarda Hezbollah. Aoun definisce il disarmo del movimento sostenuto dall’Iran una decisione non negoziabile, ma esclude l’uso della forza: ricostruire l’autorità dello Stato attraverso una guerra civile contraddirebbe lo stesso obiettivo. La linea presidenziale punta quindi a separare Hezbollah dalla sua funzione militare senza provocarne la trasformazione in un avversario armato interno.

Sul piano geostrategico, il progetto mira a riportare il monopolio della forza nelle mani delle istituzioni libanesi e a ridimensionare l’influenza iraniana. Il messaggio rivolto a Teheran è chiaro: dopo il disarmo di Hezbollah, i rapporti dovrebbero fondarsi sulla non ingerenza negli affari interni del Libano. Beirut cerca così di riequilibrare la propria collocazione regionale, rafforzando contemporaneamente i legami con Stati Uniti, Europa e Paesi arabi.

Resta aperto il problema del vuoto di sicurezza nel Sud. Con la prevista conclusione del mandato dei caschi blu alla fine del 2026, Aoun chiede una forza temporanea, europea o internazionale, che accompagni il progressivo dispiegamento dell’esercito libanese. Il sostegno esterno – finanziario, logistico e politico – diventa pertanto essenziale: senza un esercito capace di controllare realmente il territorio, il disarmo di Hezbollah rimarrebbe una dichiarazione di principio.

La proposta di Aoun delinea una possibile transizione dall’equilibrio delle milizie alla sovranità statale. Il suo successo dipenderà però dall’incastro di condizioni difficili: ritiro israeliano, garanzie internazionali, rafforzamento dell’esercito, consenso interno e disponibilità di Hezbollah e Iran a evitare l’escalation. La vera posta in gioco non è soltanto la sicurezza del confine, ma la ridefinizione del Libano come Stato pienamente sovrano e non più come teatro della competizione tra Israele e Iran.

Fonte: AFP – Aoun says Lebanon seeks Israel security deal, Hezbollah disarmament without confrontation

The Global Eye è in partnership con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale

Latest articles

Related articles