Perché l’energia nucleare sta tornando alla ribalta a livello globale

L’energia nucleare sta vivendo una forte ripresa a livello globale, sostenuta dalle tensioni geopolitiche, dalla crescita della domanda elettrica e dalla necessità di ridurre le emissioni. Dopo anni di stagnazione seguiti agli incidenti di Three Mile Island e Chernobyl, molti governi in Asia, Europa e Stati Uniti stanno tornando a considerarla una fonte stabile e strategica.

Oggi nel mondo sono in funzione oltre 400 reattori in 31 Paesi, che forniscono circa il 9 per cento dell’elettricitù globale. La nuova corsa al nucleare è alimentata soprattutto da tre fattori: la volontà di diversificare le fonti energetiche dopo le crisi legate alle guerre in Ucraina e Medio Oriente, gli obiettivi climatici che spingono verso tecnologie a basse emissioni, e il crescente fabbisogno di elettricità legato anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei data center.

Gli Stati Uniti restano il primo produttore mondiale di energia nucleare e puntano ad ampliare drasticamente la propria capacità entro il 2050, anche attraverso piccoli reattori modulari. Ma anche la Cina sta accelerando con forza e guida attualmente la costruzione di nuovi impianti, mentre in Europa è soprattutto la Francia a trainare il rilancio del settore. In Asia, le turbolenze dei mercati energetici stanno spingendo vari Paesi a ridurre la dipendenza da petrolio e gas importati.

Il nucleare viene presentato dai sostenitori come una fonte preziosa perché produce elettricità continua senza emissioni dirette di gas serra durante il funzionamento. Tuttavia non è privo di criticità: l’estrazione dell’uranio, la gestione delle scorie radioattive e i costi elevatissimi di costruzione restano nodi centrali, insieme ai rischi di sicurezza nelle aree di conflitto.

Un altro tema sensibile riguarda la proliferazione nucleare. L’espansione dei programmi civili può infatti aumentare l’accesso a materiali e competenze utilizzabili anche per fini militari. In questo quadro, l’accordo nucleare civile firmato tra Stati Uniti e Arabia Saudita viene indicato come un possibile indebolimento degli standard tradizionali di non proliferazione.

Roxy Ekberg (Council on Foreign Relations) scrive che che il vero ostacolo al rilancio del nucleare non è tanto tecnologico quanto economico e politico. Se non diventerà più rapido ed economico costruire nuovi impianti, il nucleare rischia di restare una promessa strategica importante, ma difficile da tradurre su larga scala.

Why Nuclear Energy Is Making a Global Comeback | Council on Foreign Relations

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