Procedimenti penali, divieti di viaggio: cresce la pressione sui giornalisti kazaki in vista delle elezioni parlamentari

(RFE/RL’s Kazakh Service) In Kazakhstan aumenta la pressione su giornalisti indipendenti, blogger e oppositori alla vigilia delle elezioni parlamentari di questo fine settimana, secondo organizzazioni per i diritti umani e la libertà di stampa. Le denunce parlano di un clima segnato da indagini penali, detenzioni, divieti di espatrio, restrizioni online e sentenze che impediscono ai giornalisti di continuare a lavorare.

Il voto del 23 agosto sarà il primo per eleggere il nuovo Kurultai, il parlamento unicamerale introdotto con la riforma costituzionale voluta dal presidente Qasym-Zhomart Toqaev. Il capo dello Stato presenta il cambiamento come un passo di modernizzazione politica, ma i critici sostengono che abbia in realtà rafforzato ulteriormente il potere presidenziale.

A dominare la scena è il partito Adilet, dato nettamente favorito e considerato da molti una riorganizzazione dell’apparato politico filo-governativo già rappresentato da Amanat. In questo contesto, osservatori internazionali e gruppi civici segnalano una crescente intolleranza verso il dissenso, con effetti che avrebbero alimentato autocensura e ridotto la partecipazione pubblica.

Tra i casi citati figurano quelli di giornalisti e commentatori finiti sotto inchiesta o condannati: Dinara Yegubayeva e Lukpan Akhmedyarov sono stati colpiti da procedimenti e divieti di lasciare il Paese; Aleksandra Alyokhova ha ricevuto una pena sospesa e il divieto di esercitare la professione; Azamat Omarov è detenuto in custodia cautelare per presunta istigazione all’odio. Altri casi recenti hanno riguardato figure note del giornalismo indipendente come Amir Qasenov e Gulnar Bazhkenova, quest’ultima condannata a una lunga pena detentiva insieme a un bando professionale.

Il governo respinge le accuse di repressione, sostenendo di non voler limitare la libertà di espressione e di agire solo contro contenuti illegali. Tuttavia, secondo attivisti e osservatori, la stretta si estende ormai ben oltre i media tradizionali e colpisce anche utenti comuni, creatori online, comici e attivisti.

L’articolo evidenzia inoltre un aumento delle restrizioni digitali, con difficoltà di accesso a contenuti giornalistici e denunce di blocchi o segnalazioni mirate contro video e account online. Per i critici, il voto di agosto si svolgerà dunque in un quadro profondamente sbilanciato, che mette in dubbio l’effettiva apertura del nuovo assetto istituzionale kazako.

Criminal Cases, Travel Bans: Pressure Mounts On Kazakh Journalists Ahead Of Parliamentary Vote

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