Un massiccio attacco russo su Kyiv ha riportato al centro la vulnerabilità dell’Ucraina di fronte ai bombardamenti aerei, in particolare ai missili balistici. Clara Kaluderovic (Atlantic Council) racconta una notte trascorsa in fuga verso un rifugio sotterraneo durante un attacco sulla capitale, uno dei più pesanti del conflitto, che ha colpito edifici residenziali, una scuola e un ospedale pediatrico, causando morti e feriti.
L’Autrice sostiene che la Russia stia affinando una strategia di guerra aerea sempre più difficile da contrastare, basata su tre strumenti principali: missili balistici, bombe plananti e una nuova generazione di droni Shahed a propulsione jet. Secondo i comandanti ucraini citati, per tutti e tre questi sistemi manca oggi una risposta difensiva davvero efficace e su larga scala.
La minaccia più urgente resta quella dei missili balistici, ritenuti la priorità assoluta dai militari ucraini. Con l’inverno alle porte, il rischio è che gli attacchi contro la rete elettrica provochino mesi di freddo e blackout per la popolazione civile, al punto che si starebbe già valutando la possibilità di trasferire parte dei residenti fuori da Kyiv.
Anche le bombe plananti rappresentano un problema crescente. La Russia ha adattato vecchi ordigni sovietici rendendoli capaci di colpire da distanze maggiori, restando fuori dalla portata delle difese ucraine. A questo si aggiungono i nuovi droni Shahed più veloci, che hanno ridotto l’efficacia degli intercettori sviluppati da Kyiv contro i modelli precedenti.
Kaluderovic sottolinea che questa evoluzione non riguarda solo l’Ucraina: le tecnologie e le tattiche che Mosca sta sperimentando vengono sviluppate anche con il supporto o l’osservazione di attori come Corea del Nord, Cina e Iran, con possibili implicazioni più ampie per la sicurezza occidentale.
Gli Stati Uniti potrebbero aiutare in quattro modi principali: fornire più missili intercettori nell’immediato, collaborare allo sviluppo di sistemi anti-balistici a basso costo, facilitare l’uso di connessioni satellitari per colpire i siti di lancio russi e aumentare la fornitura di caccia F-16. Senza un rafforzamento rapido delle difese aeree, l’Ucraina rischia di affrontare la stagione più difficile dall’inizio della guerra.
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