(Maria Eva Pedrerol)
Un’ondata di caldo anomalo sta colpendo l’Antartide, uno degli ecosistemi più delicati del pianeta. A pochi giorni dall’inizio dell’inverno australe, in quella remota regione del sud del mondo sono state registrate temperature che hanno raggiunto i 15 gradi centigradi. A lanciare l’allarme gli scienziati che, allo stesso tempo, hanno osservato la scomparsa di circa 650mila kilometri quadrati di ghiaccio marino che, invece, in questi mesi tende solitamente ad espandersi.
Gli esperti della Base scientifica Esperanza, nel estremo sud dell’Argentina, hanno registrato lo scorso 6 giugno una temperatura record di 15,4 gradi centigradi, che supera di due gradi l’ultimo picco invernale del 1998 di 13,3 gradi. Lo hanno riferito gli stessi scienziati a The Guardian. Inoltre, stando a France24, altre due basi argentine (Marambio e San Martin), nelle stesse date, hanno registrato temperature da record. “E’ assolutamente una follia”, ha dichiarato al giornale britannico Raúl Cordero, scienziato del clima e professore aggiunto presso l’Università olandese di Groningen. Il record di 15,4 gradi, infatti, va ben oltre la media delle temperature massime a giugno nella Base Esperanza che si attesta a meno 6,2 gradi centigradi. E nel corso di questa ondata di calore la temperatura massima giornaliera si è mantenuta sopra quella di congelamento durante tre settimane.
Le cause sono complesse. Gli esperti collegano il fenomeno a correnti d’aria insolitamente miti e avvertono che la crescente frequenza di questi eventi estremi conferma la rapida trasformazione dell’area. Tuttavia, una delle cause che più ha contribuito ad alzare le temperature è stato la perdita del ghiaccio marino. Quando il ghiaccio si scioglie, rimane esposta la superficie più oscura dell’oceano che ha un albedo inferiore (capacità di riflettere la radiazione solare) e allora assorbe di più il calore dal sole. Si elevano così le temperature e si accelera lo scioglimento del ghiaccio.
Gli scienziati hanno osservato come circa 650mila chilometri quadrati di ghiaccio marino sono scomparsi nel Polo Sud, se si considera la media registrata tra il 1991 e il 2020. Fra giugno e settembre, l’Antartide recupera gran quantità di ghiaccio marino che si espande tutto attorno al continente. L’ondata di caldo che si è abbattuta sull’intera regione sta attualmente interferendo nel processo di espansione del ghiaccio.
Con quasi sedici gradi durante le ore diurne, si è prodotto un ritardo nell’arrivo del nuovo ghiaccio invernale, al punto che manca una superficie di ghiaccio equivalente all’intera Francia. Gli esperti del clima lanciano un nuovo allarme perché considerano che l’area non recupererà mai più il ghiaccio perso. Inoltre, il fenomeno non ha fatto altro che aumentare negli ultimi anni.
Le cause sono dovute ai cambiamenti nel mare, ma anche ai cambiamenti climatici. E le conseguenze ricadono innanzitutto nella perdita di alimenti per la fauna antartica. Inoltre il ghiaccio marino agisce come protettore delle piattaforme di ghiaccio. Così la sua perdita potrebbe accelerare la diminuzione del ghiaccio terrestre e provocare quel temuto innalzamento del livello del mare che cambierebbe la fisionomia dei Paesi e dei Continenti.



