Usa-Iran, un’intesa fragile e un’America sempre più sola

(Marzia Giglioli) 

Fino all’ultimo si è temuto l’ennesimo slittamento: poi è arrivato l’annuncio dell’intesa tra Usa e Iran che verrà siglato venerdì in Svizzera.

L’economia globale tira un respiro di sollievo: Hormuz riaprirà senza pedaggi. I mercati brindano e crolla il prezzo del petrolio.

Un primo effetto economico è già evidente ma rimane l’evidenza di una intesa troppo fragile per rassicurare sui destini dell’area e sulla tenuta di quanto oggi annunciato.

Giorni fa il New York Times scriveva che nessuno ha vinto in questa guerra perché – prima di tutto – bisogna guardare a ciò che rimane sul terreno e che ha incognite immense.

Il saldo si vedrà tra molto tempo: fare i conti oggi sarebbe impossibile perché il braccio di ferro non è solo tra i nemici dichiarati ma anche tra gli alleati, come racconta la cronaca di queste ore sui rapporti tra Trump e Netanyahu e le accuse che la Casa Bianca lancia all’Europa ‘irrilevante’.

Ci si deve accontentare per ora dei risultati più semplici, dei punti chiave del Memorandum raggiunto.

Ma l’America è sempre più sola.

I punti- chiave del memorandum: impegno dell’Iran a non avere armi nucleari; lo stop a un ulteriore arricchimento dell’uranio; la riapertura dello stretto di Hormuz; le deroghe statunitensi alle sanzioni petrolifere, con un accordo definitivo che sarà discusso entro 60 giorni dal raggiungimento di un’intesa tra le parti.

Sono questi i punti fermi della bozza finale del memorandum di Islamabad: a scriverlo è Reuters online che cita un alto funzionario iraniano, mentre si attende ancora la firma che darà il via alla seconda fase di negoziazioni.

Il contenuto della bozza:

* STRETTO DI HORMUZ. Secondo il testo, l’Iran riaprirà immediatamente lo stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, mentre gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale sui porti iraniani. La revoca del blocco Usa inizierà immediatamente dopo la firma del memorandum e sarà completata entro 30 giorni.

* NUCLEARE E URANIO. Con il memorandum, Teheran si impegna a non produrre né acquisire armi nucleari. In attesa di un accordo definitivo, l’Iran manterrà lo stato attuale del suo programma nucleare, astenendosi da ulteriori arricchimenti dell’uranio e dall’espansione degli impianti nucleari. Nel documento, gli Stati Uniti acconsentono a permettere all’Iran di diluire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sul territorio iraniano nell’ambito di un futuro accordo globale. Il programma nucleare iraniano, le attività di arricchimento dell’uranio e i meccanismi per la gestione delle scorte di uranio altamente arricchito saranno oggetto di negoziazione entro 60 giorni dalla firma del memorandum e definiti in un accordo finale.

* SANZIONI E ASSET CONGELATI. Gli Stati Uniti si impegnano a non imporre nuove sanzioni all’Iran fino al raggiungimento di un accordo definitivo. A seguito di un accordo definitivo, tutte le sanzioni statunitensi e delle Nazioni Unite contro l’Iran saranno revocate secondo un calendario concordato. Gli Stati Uniti sospenderanno le sanzioni petrolifere contro l’Iran per un periodo specificato, consentendo a Teheran di vendere petrolio e ricavarne entrate. Gli Stati Uniti si impegnano a sbloccare 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, anche tramite trasferimenti diretti di denaro, cooperazione tra i paesi regionali e linee di credito finanziarie. Washington, in coordinamento con i suoi alleati regionali, preparerà un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran, da negoziare e concordare con Teheran entro 60 giorni.

 

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