(Redazione)
Dall’inizio della guerra contro l’Ucraina nel febbraio 2022, le autorità russe hanno gettato un velo di censura – sia palese che occulta – su notizie, dissenso e dibattito sul conflitto, per non parlare della leadership del presidente Vladimir Putin. I russi hanno reagito adottando le reti private virtuali (VPN), strumenti online che nascondono la posizione dell’utente e gli consentono di leggere notizie non filtrate, libere da interferenze governative. Ciò ha suscitato malcontento tra le autorità di regolamentazione russe, per non parlare delle potenti agenzie di spionaggio del paese. I funzionari hanno cercato di limitare o addirittura criminalizzare l’uso delle VPN. Roskomnadzor, l’agenzia che ha guidato la maggior parte degli sforzi del Cremlino per reprimere la parte russa di Internet, avrebbe ideato una soluzione innovativa al problema: una VPN gestita dal governo. – Russia Wants To Build a State-Run VPN. What Could Go Wrong?



