Fonti: ASPI The Strategist; Breaking Defense; Defense News; European Commission; Infosecurity Magazine; Politico; The Record; Unesco; World Economic Forum
Australia e Giappone
Il sistema internazionale sta attraversando un periodo di profondo sconvolgimento strutturale. L’ordine internazionale consolidato, basato su regole consolidate – fondamento stesso della stabilità globale dalla metà del XX secolo – viene apertamente messo in discussione, in misura variabile, dagli attori più potenti del mondo. Mentre la Russia persiste nell’invasione dell’Ucraina e la Cina utilizza sempre più la sua formidabile potenza economica come arma per costringere nazioni sovrane in violazione delle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, la trasformazione degli Stati Uniti rappresenta un terzo pericolo, forse ancora più inquietante. Sotto la seconda amministrazione Trump, gli USA hanno virato bruscamente verso una rigorosa dottrina “America First”. Dall’imposizione di dazi reciproci che sfidano i regimi commerciali internazionali agli aggressivi interventi militari e di politica estera in Venezuela e in Medio Oriente gli Stati Uniti sembrano rinunciare al loro ruolo tradizionale di garanti delle norme globali. Per il Giappone e l’Australia, due nazioni che storicamente hanno considerato gli Stati Uniti il loro più importante punto di riferimento strategico, questa realtà rappresenta più di un semplice cambio di politica; è un cambiamento fondamentale nel panorama geopolitico. Di fronte a questa nuova realtà, Tokyo e Canberra hanno compreso di non poter più fingere che lo status quo rimanga intatto. Per garantire il proprio futuro, hanno accelerato la transizione da semplici vicini affidabili a partner indispensabili. Questo rafforzamento del legame non è semplicemente una reazione alle pressioni esterne, ma il riconoscimento che Giappone e Australia condividono un allineamento strategico, geopolitico e geoeconomico perfettamente complementare. – Japan and Australia need each other more than ever | The Strategist
L’Australia e la partita energetica
L’Australia ha un modo evidente per ridurre la sua vulnerabilità alle interruzioni delle forniture di carburante: rendere le locomotive elettriche a batteria il mezzo standard per la trazione ferroviaria merci e, grazie ai conseguenti risparmi sui costi, incentivare un maggior numero di trasporti merci a lunga distanza su rotaia. I governi federali, statali e territoriali dovrebbero adottare tempestivamente politiche che incoraggino questa soluzione. Se l’Australia dipendesse meno dai camion e di più dai treni elettrici a batteria, le sue scorte di gasolio durerebbero più a lungo durante una interruzione delle importazioni e il rischio di ripercussioni economiche a cascata dovute alla carenza di carburante nei collegamenti di trasporto si ridurrebbe. Anche le emissioni di anidride carbonica diminuirebbero e i minori costi operativi nel tempo compenserebbero gran parte dell’investimento iniziale in nuove infrastrutture ferroviarie. È necessario cogliere l’opportunità ora, non solo perché, a causa delle interruzioni nelle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, il Paese sta imparando la lezione sulla sua eccessiva dipendenza dalle importazioni di carburante. Gran parte del parco locomotive diesel è in fase di sostituzione: circa la metà entro il 2032-2037, secondo le stime dell’Australian Railway Association del 2024. – Battery-electric freight trains would lift Australia’s energy independence | The Strategist
Unione Europea e Armenia
L’Unione Europea e l’Armenia hanno tenuto il loro primo vertice a Yerevan, rafforzando la cooperazione nei settori della connettività, della sicurezza, della difesa e dello sviluppo economico. Il vertice è servito a fare il punto sulle relazioni tra UE e Armenia, nonché ad affrontare le più ampie sfide regionali e globali, tra cui l’agenda di pace e la normalizzazione delle relazioni nel Caucaso meridionale. La Presidente von der Leyen, il Presidente del Consiglio europeo Costa e il Primo Ministro armeno Pashinyan hanno assistito alla firma del Partenariato UE-Armenia per la Connettività, un importante passo avanti nel rafforzamento dei collegamenti nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale. Pienamente in linea con l’Agenda per la Connettività Interregionale dell’UE e con l’iniziativa armena “Crocevia della Pace”, il Partenariato stimolerà gli scambi commerciali, creerà posti di lavoro, rafforzerà la resilienza e sosterrà la stabilità regionale. Il Partenariato sarà istituzionalizzato attraverso un Dialogo di Alto Livello sulla Connettività, parallelamente a un Dialogo di Alto Livello sui Trasporti, entrambi avviati in occasione del vertice. – EU and Armenia sign connectivity partnership and strengthen economic and security cooperation
Germania e IA in Europa
Le restrizioni sull’uso ad alto rischio dell’intelligenza artificiale nell’UE saranno posticipate di oltre un anno in base a un accordo raggiunto giovedì mattina dai legislatori europei. Il piano per rinviare una parte fondamentale della legge sull’IA, fiore all’occhiello del blocco, ha ricevuto il sostegno dei parlamentari europei e dei paesi dell’UE dopo forti pressioni da parte dell’industria e dei capitali. L’accordo raggiunto giovedì mattina esenta inoltre in gran parte l’uso dell’IA nelle applicazioni industriali dall’ambito di applicazione della legge: una grande vittoria per la Germania, dopo che alti funzionari, tra cui il cancelliere Friedrich Merz, avevano spinto per la modifica al fine di mantenere competitive le aziende tecnologiche di punta Siemens e Bosch. – EU clinches deal to roll back AI restrictions – POLITICO
La nuova strategia antiterrorismo degli USA
Secondo la strategia antiterrorismo dell’amministrazione Trump, pubblicata mercoledì, “gli estremisti di sinistra violenti” e “l’ideologia transgender estremista” sono tra le minacce più preoccupanti per il Paese. La strategia, la prima del secondo mandato del presidente Donald Trump, sottolinea come le priorità di Trump differiscano da quelle dei suoi predecessori, elencando gli “estremisti di sinistra violenti” tra i tre principali obiettivi, insieme ai “narcoterroristi” e ai “terroristi islamisti”. Si tratta di un netto distacco dall’amministrazione Biden, che si concentrava sull’estremismo di destra. L’ex presidente Joe Biden aveva definito la supremazia bianca la “minaccia terroristica più pericolosa” per la nazione nel 2023. – Trump counterterrorism strategy targets ‘violent left-wing extremists’ with ‘transgender ideology’ – POLITICO
Diseguaglianze nell’accesso al quantum
Secondo un rapporto dell’UNESCO, un ricercatore su tre non ha accesso a strutture di ricerca quantistica, il che limita fortemente il potenziale di questa tecnologia in settori come la sanità, l’informatica, la sicurezza informatica e la modellazione climatica. Il rapporto, intitolato “The Quantum Moment: A Global Report, Outcomes of the International Year of Quantum Science and Technology”, evidenzia una netta disparità tra Nord e Sud nell’accesso a questa tecnologia, con Europa e Nord America che hanno ospitato sette volte più eventi scientifici quantistici per Paese nell’ultimo anno rispetto all’Africa. I risultati sottolineano inoltre una persistente disparità di genere, soprattutto tra i ricercatori quantistici di alto livello. – One in three researchers have no access to quantum research
Geostrategie tecnologiche
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale viene spesso immaginato come una corsa alla scalabilità in cui il vantaggio competitivo si ottiene sfruttando una quantità di energia sufficiente per far funzionare la tecnologia. Miliardari del settore tecnologico come Elon Musk hanno alimentato questa narrazione, suggerendo che la sola abbondanza di energia della Cina potrebbe garantirle la vittoria nella corsa all’IA. Tali affermazioni devono essere esaminate con attenzione. In realtà, l’espansione dei data center cinesi nell’ambito dell’iniziativa Eastern Data, Western Computing (EDWC) dimostra che l’abbondanza di energia a basso costo non è di per sé un indicatore affidabile di una rete informatica unificata e operativa. Lo sforzo costruttivo cinese per i data center ha alimentato la competizione tra i governi, la speculazione edilizia eccessiva e un’infrastruttura frammentata che ha lasciato molti data center inutilizzati. La previsione di Musk secondo cui la produzione di energia elettrica della Cina triplicherà quella degli Stati Uniti entro il 2026 ha trascurato il fatto che il consumo di elettricità non equivale alla capacità di generazione a livello regionale né alla capacità di calcolo per l’IA. Attualmente, i data center rappresentano solo l’1,68% del consumo totale di elettricità in Cina, una percentuale destinata ad aumentare al 3% entro il 2030, rimanendo comunque inferiore a quella degli Stati Uniti sia in termini assoluti che percentuali. I costi e la disponibilità di energia sono considerati potenziali vantaggi per la Cina, grazie ai nuovi data center e all’infrastruttura energetica supportata dallo Stato. La realtà, tuttavia, è più complessa. La sola produzione di energia non si traduce automaticamente in capacità di calcolo utilizzabile, utilizzo efficiente o superiorità operativa nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Il Piano triennale cinese per i data center 2021-2023 prevedeva l’espansione della capacità e l’ottimizzazione dell’allocazione delle risorse di calcolo, fissando obiettivi di crescita annua del 20% per l’installazione di rack per server, un aumento del 60% dei tassi di utilizzo e una potenza di calcolo superiore a 200 eflops, equivalente alla capacità del supercomputer più veloce al mondo, El Capitan. L’iniziativa EDWC mirava a creare una rete di calcolo nazionale unificata e interoperabile che sfruttasse le abbondanti risorse energetiche della Cina, coordinando al contempo le implementazioni per supportare i picchi di emissioni di carbonio e le iniziative in materia. Entro il 2024, nell’ambito dell’iniziativa, erano stati costruiti e resi operativi 633 data center hyperscale e di grandi dimensioni, portando la potenza di calcolo della Cina a 268 eflops. Tuttavia, subito dopo questa rapida espansione, sia i media nazionali che internazionali hanno iniziato a segnalare problemi di sovraccapacità, seguiti da notizie secondo cui la Cina avrebbe pianificato di vendere la sua potenza di calcolo in eccesso. Questa discrepanza ha messo in luce profonde lacune nel tentativo del Dragone di coniugare le ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale con la pianificazione energetica, dimostrando come la sua rapida espansione, dettata dalla ricerca di energia elettrica, non abbia portato a risultati tangibili. – Abundant electricity isn’t enough: China’s overbuilt AI computing power is underused | The Strategist
Un nuovo white paper di GITEX AI Europe, in collaborazione con la società di ricerca LUE, delinea le priorità chiave per rafforzare la sovranità digitale dell’Europa e la sua competitività tecnologica a lungo termine. Lo studio suggerisce come pilastri fondamentali l’incremento della potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale, l’espansione dell’infrastruttura cloud, l’adozione di standard open source e l’aumento degli investimenti nelle startup. Queste misure mirano ad allineare la capacità di innovazione con una crescita economica e industriale più ampia. – White paper sets priorities for Europe’s digital sovereignty and tech competitiveness | Digital Watch Observatory
La Norvegia aderisce all’iniziativa Pax Silica, guidata dagli Stati Uniti, che mira a rafforzare la cooperazione per garantire catene di approvvigionamento solide e affidabili per le tecnologie emergenti. “È importante per la Norvegia collaborare con gli Stati Uniti e altri leader globali nelle nuove tecnologie di intelligenza artificiale. Una delle principali priorità del governo è contribuire a garantire che l’industria e le imprese norvegesi abbiano un buon accesso al mercato, e questa iniziativa potrebbe fornire alle aziende norvegesi un migliore accesso alle catene del valore tecnologiche avanzate”, afferma il Ministro del Commercio e dell’Industria norvegese, Cecilie Myrseth. – Norway Joins the Pax Silica Initiative – regjeringen.no
Cyber Sicurezza e Sorveglianza
Gli strumenti tradizionali di sicurezza di rete impediscono alle aziende di garantire un’adeguata protezione dei dati, mentre la maggior parte dei responsabili IT afferma che la sicurezza dei dati non è mai stata così cruciale. Un nuovo report, commissionato da Capital One Software con una ricerca condotta da Forrester, ha rilevato che il 72% dei professionisti della sicurezza concorda sul fatto che la sicurezza dei dati sia più critica che mai, ma gli investimenti in strumenti tradizionali di sicurezza di rete ostacolano un’adeguata protezione dei dati. Senza ripensare la protezione, l’adozione dell’IA è “impossibile”, sostiene la ricerca. Poiché gli agenti IA agiscono in modo autonomo e bypassano la supervisione umana, il rischio di esposizione involontaria dei dati aumenta. – Legacy Security Tools Are Failing Data Protection – Infosecurity Magazine
I ricercatori di sicurezza informatica di Dragos hanno lanciato l’allarme sul fatto che siano stati utilizzati modelli linguistici commerciali di grandi dimensioni nell’ambito di un attacco informatico contro un’azienda municipalizzata di gestione idrica e fognaria in Messico. Un “significativo errore” nell’infrastruttura IT dell’azienda idrica si è trasformato in un tentativo di attacco contro la sua infrastruttura operativa, secondo un rapporto di Dragos pubblicato il 6 maggio. La ricerca suggerisce che gli aggressori abbiano utilizzato i modelli Claude AI di Anthropic e GPT di OpenAI per pianificare e condurre la campagna. – OpenAI and Anthropic LLMs Used in Critical Infrastructure Cyber-Attack – Infosecurity Magazine
L’intelligenza artificiale sta trasformando la sicurezza informatica, ma per sfruttarne appieno il potenziale sono necessari un’implementazione strategica, una governance solida e una supervisione umana equilibrata. Un white paper del World Economic Forum, “Empowering Defenders: AI for Cybersecurity”, offre una guida pratica per le organizzazioni che desiderano integrare l’IA nelle proprie attività di sicurezza informatica. Per supportare un’implementazione efficace, il documento delinea le questioni cruciali che dirigenti e responsabili della sicurezza informatica devono affrontare e fornisce una prima prospettiva sulle opportunità e le sfide poste dall’IA agentica. Attingendo a casi di studio reali dei partner del World Economic Forum, nonché a spunti provenienti da una community di oltre 84 organizzazioni in 15 settori, il documento evidenzia come l’IA venga applicata lungo l’intero ciclo di vita della sicurezza informatica. – Empowering Defenders: AI for Cybersecurity | World Economic Forum
Secondo quanto riportato dai servizi segreti polacchi, nel 2025 alcuni hacker hanno violato impianti di trattamento delle acque in cinque città, accedendo in alcuni casi ai sistemi di controllo industriale e rischiando di interrompere l’approvvigionamento idrico. In un nuovo rapporto pubblico, l’Agenzia per la Sicurezza Interna (Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego, o ABW) ha indicato come obiettivi gli impianti di trattamento delle acque di Jabłonna Lacka, Szczytno, Małdyty, Tolkmicko e Sierakowo. “Gli hacker, avendo avuto accesso in alcuni casi ai sistemi di controllo industriale, sono stati in grado di alterare i parametri tecnici dei dispositivi”, si legge nel rapporto, creando “un rischio diretto” per la continuità dell’approvvigionamento idrico. – Polish intelligence warns hackers attacked water treatment control systems | The Record from Recorded Future News
Persone di etnia coreana residenti nella regione di Yanbian, in Cina, sono state prese di mira da un sofisticato gruppo di hacker nordcoreani che ha diffuso un malware infiltrato in un popolare gioco per dispositivi mobili Android. I ricercatori della società di sicurezza informatica ESET hanno attribuito la campagna al gruppo APT37, affermando che gli hacker hanno utilizzato una backdoor integrata in una suite di giochi di carte della società Sqgame. La backdoor, denominata BirdCall dai ricercatori, ha permesso ad APT37 di acquisire screenshot, registrare chiamate, rubare dati personali e altro ancora. La regione di Yanbian, in Cina, si trova al confine con la Corea del Nord ed è spesso chiamata “Terza Corea”. I ricercatori di ESET hanno affermato che la campagna era probabilmente mirata a rifugiati o disertori del regime nordcoreano. – North Korean hackers targeted ethnic Koreans in China with Android ‘BirdCall’ malware | The Record from Recorded Future News
Questioni di difesa
Il Dipartimento della Difesa americano è alla ricerca di sistemi di riconoscimento dei bersagli potenziati dall’intelligenza artificiale per aiutare truppe, veicoli e navi a distruggere i droni. Il progetto C-UAS Close-In Kinetic Defeat Enhancement si concentra sul riconoscimento assistito dei bersagli, o AiTR (Aiuted Target Recognition). Questo sistema utilizza concetti come intelligenza artificiale, apprendimento automatico e visione artificiale per creare un sistema in grado di rilevare le minacce – e distinguerle da elementi non minacciosi come gli uccelli – più velocemente di un operatore umano. – Pentagon turns to AI targeting to help troops shoot drones
Il Ministero della Difesa turco ha colto l’occasione della fiera della difesa SAHA per presentare un nuovo missile intercontinentale con una gittata dichiarata di 6.000 km (circa 3.700 miglia). L’agenzia di stampa statale Anadolu ha riportato che, oltre alla gittata estremamente lunga (sufficiente a raggiungere l’Europa e le profondità dell’Asia orientale), può raggiungere Mach 25 con la potenza di quattro motori a razzo. – Turkey rolls out intercontinental missile with purported 6,000km range – Breaking Defense
L’acquisizione da parte dell’Australia delle fregate giapponesi di classe Mogami modernizzate e il più ampio rafforzamento delle relazioni bilaterali, annunciato durante la visita della Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi in Australia questa settimana, contribuiscono a dissuadere la Cina dall’iniziare una guerra regionale. Takaichi considera gli Stati Uniti indispensabili per contrastare il rafforzamento militare e le tattiche coercitive della Cina: vuole calibrare l’importante relazione economica del Giappone con la Cina in base alla minaccia che essa rappresenta, inclusa la disponibilità di Pechino a usare il commercio come arma. Questo dovrebbe trovare riscontro tra gli australiani, che hanno anch’essi subito gli embarghi di Pechino. – Australia’s partnership with Japan helps deter China from starting a war | The Strategist
Riflessioni:
Faccia a faccia tra il Papa e Rubio, ‘amichevole e costruttivo’ di Marzia Giglioli
SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale – Un’idea del futuro per migliorare il presente
Aggiornamenti e approfondimenti in The Global Eye | Lab-Think Tank On Complexity



