Attentato a Trump, l’America si interroga di nuovo

(Marzia Giglioli) 

Il 25 aprile del 2026 sarà un’altra data da ricordare per l’America: ieri sera, attentato a Trump nella lobby dell’hotel Hilton di Washington. Un uomo già definito “un lupo solitario” ha sparato a poche centinaia di metri dal presidente che si trovava nell’albergo con la moglie Melania e lo staff di governo per un gala gremito di giornalisti. Un sabato sera che avrebbe dovuto essere una festa per la libertà di stampa, alla quale per la prima volta partecipava da presidente Donald Trump, si è trasformato in un incubo.

L’attentatore ha aperto il fuoco nella lobby dell’albergo dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Nella sala, oltre a Trump e alla moglie, c’erano tutti i principali membri del governo: dal numero due JD Vance all’attorney general Todd Blanche e al capo dell’Fbi Kash Patel. Terrore tra i 2.600 giornalisti che hanno cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolo della capitale americana.

Poco dopo, ancora in smoking, il presidente ha rilasciato una dichiarazione e ha usato un tono inusualmente calmo: “La mia è una professione pericolosa”. E ha aggiunto: “Ho studiato i tentati assassinii … le persone di maggiore impatto, le persone che fanno di più sono quelle che vengono prese di mira”. E ha citato Abraham Lincoln come esempio.

Il presidente ha anche sottolineato di non credere che ci siano legami tra l’attentato e la guerra in Iran. Mentre si diffondono alcune critiche sulla scarsa sicurezza dell’evento, il presidente elogia invece i servizi segreti: “Hanno agito molto rapidamente”

Poi ha affermato: “Dobbiamo risolvere le nostre differenze in maniera pacifica: repubblicani, democratici e indipendenti”. E ha concluso che questo attentato dimostra la necessità di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca: “Una stanza più grande e molto più sicura”.

Dalle prime ricostruzioni, risulta che “l’attentatore aveva diverse armi, voleva uccidere”, fanno sapere fonti ufficiali della Casa Bianca. L’uomo che ha sparato è Cole Tomas Allen, 31 anni, ingegnere californiano. Ora l’America torna ad interrogarsi: è il terzo attentato contro Trump. E, da Butler a Charlie Kirk, la scia della violenza negli Usa non si ferma.

 

 

 

 

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